rotate-mobile
Sabato, 27 Novembre 2021
EGITTO

"Io sono il presidente", Morsi spaventa i giudici: processo rinviato

Il presidente egiziano deposto si è presentato in aula con due ore di ritardo per il rifiuto di indossare la divisa da carcerato. Slogan contro i militari: processo rinviato a gennaio

ROMA - E' iniziato e "finito" nel giro di poche ore il processo al presidente egiziano deposto, Mohamed Morsi. Dopo la sospensione di un'ora, infatti, i giudici hanno deciso di rinviare l'udienza all'otto gennaio. Un rinvio, sancito quando gli alti quattordici imputati hanno cominciato a scandire contro contro i militari, che è arrivato alla fine di una giornata di sfide e tensioni. Con l'ex presidente egiziano che è arrivato in aula con due ore di ritardo a causa del rifiuto di indossare la divisa da carcerato.

Stessa fibrillazione anche all'interno dell'Accademia di Polizia de Il Cairo che ospita il processo dove Morsi ha guardato negli occhi i giudici e ha ricordato loro: "Sono io il presidente". 

In mattinata, alcune centinaia di sostenitori dell’ex presidente si erano radunate di fronte alla sede della Corte Costituzionale, a il Cairo, esibendo cartelloni e scandendo slogan contro i militari e a favore del "ripristino della legittimità". 

Il tutto in linea con la posizione di Morsi che si è definito "il presidente legittimo" e si è rifiutato di riconoscere il processo stesso. Morsi e gli altri sono accusati di incitamento all'omicidio in relazione alla protesta del 5 dicembre 2012 contro lo stesso Morsi davanti al palazzo presidenziale al Cairo, in cui morirono 10 persone. In caso di condanna, rischiano tutti la pena di morte.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Io sono il presidente", Morsi spaventa i giudici: processo rinviato

Today è in caricamento