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Venerdì, 21 Gennaio 2022
GUATEMALA / Guatemala

Guatemala, l'ex dittatore Rios Montt a processo: è accusato di genocidio

Le accuse riguardano l'omicidio di 1.771 indigeni Ixil tra il 1982 e il 1983. Rios Montt è una della figure più oscure della recente storia sudamericana

Efrain Rios Montt, ex dittatore del Guatemala, sarà processato con l'accusa di genocidio e crimini contro l'umanità. Crimini commessi nei confronti degli indigeni guatemaltechi nel corso degli anni ottanta.

Nello specifico, le accuse per cui Rios Montt sarà processato riguardano l'omicidio di 1.771 indigeni Ixil tra il 1982 e il 1983. Rios Montt è una della figure più oscure della recente storia sudamericana: nonostante sia restato al governo per soli due anni, il 1982 e il 1983, all'indomani di un gope militare, sul suo capo endono accuse gravissime: avrebbe organizzato o avallato alcuni dei peggiori massacri della guerra civile che ha nsanguinato il paese dal 1963 al 1996.

Si procede legalmente solo adesso perché l'ex dittatore aveva l'immunità fino alla fine del suo mandato come deputato, terminato a gennaio del 2012. Una commissione di tre giudici valuterà le prove raccolte contro l'ex dittatore e deciderà se dichiararlo colpevole e condannarlo, assolverlo o avviare un processo pubblico. La procura sostiene che Rios Montt ordinò torture, stupri, sparizioni forzate, deportazioni e uccisioni di migliaia di indigeni Ixil, considerati sostenitori della guerriglia di sinistra. Le prove messe insieme dal procuratore generale ricostruiscono nel dettaglio l'uccisione di 5.271 residenti delle città di San Juan Cotzal, Santa Maria Nebai e San Gaspar Chajul nel dipartimento di Quiche. Secondo la procura, 1.771 di queste persone furono uccise in 15 stragi avvenute tra il 1982 e il 1983.

Gli attivisti per i diritti umani non usano mezzi termini e definiscono il processo una vittoria simbolica per le vittime della guerra civile in Guatemala. Rios Montt sarà il primo ex presidente accusato di genocidio da un tribunale latinoamericano.

Dopo il colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti nel 1954, in Guatemala si è instaurata una dittatura che ha combattuto con metodi spietati la guerriglia armata, condotta soprattutto dagli indios. Nel 1985 i militari hanno ceduto il potere ai civili ed è stato avviato un processo di democratizzazione. Nei 30 anni di guerra civile morirono circa 200.000 civili guatemaltechi. Secondo la Commissione per la verità sponsorizzata dall'ONU, le forze del governo e i paramilitari furono responsabili del 90% delle violazioni di diritti umani durante la guerra.  Nel 1992 il premio Nobel per la pace venne assegnato a Rigoberta Menchú, un'attivista indigena per i diritti umani, grazie ai suoi sforzi per portare l'attenzione internazionale sul genocidio perpetrato dal governo nei confronti della popolazione indigena.

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