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Giovedì, 30 Maggio 2024
La decisione / Israele

Prorogata la detenzione in Israele del ricercatore italo palestinese Khaled El Qaisi

Rimarrà almeno altri 11 giorni in prigione, nonostante non siano state formulate accuse contro di lui. Interrogazione di 10 deputati all'Ue : "Violata la Convenzione europea dei diritti dell'uomo"

In Israele è stata prorogata di 11 giorni e quindi fino al 1 ottobre, la detenzione in carcere del ricercatore italo palestinese Khaled El Qaisi, arrestato da Israele lo scorso 31 agosto al valico di frontiera di Allenby con la Giordania. Lo ha fatto sapere la famiglia dell'uomo al termine di un'udienza svoltasi oggi a Rishon Le Tzion. "Il tribunale ha deciso che, al termine di questa lunga proroga, sempre finalizzata alla raccolta di elementi, entro un massimo di 3 giorni a partire dal 1 ottobre le investigazioni dovranno presentare delle accuse poiché il termine per questa forma di detenzione cautelare decadrebbe", ha spiegato la famiglia che denuncia che il giovane è ancora detenuto "senza che siano state formulate delle accuse a suo carico", e che "è stato quotidianamente sottoposto a interrogatorio, sempre senza la presenza del suo difensore".

Fonti diplomatiche hanno fatto sapere che ieri c'è stata una nuova visita a El Qaisi da parte di funzionari consolari italiani e che l'ambasciata a Tel Aviv, in stretto raccordo con la Farnesina, continua a seguire il caso. Dieci eurodeputati italiani hanno anche presentato un'interrogazione alla Commissione europea in cui chiedono all'Alto rappresentante, Josep Borrell, "se è al corrente dell'allarmante situazione detentiva di El Qaisi e se è in contatto con le autorità italiane".

L'interrogazione è firmata dai deputati del Partito democratico Massimiliano Smeriglio (primo firmatario), Brando Benifei, Camilla Laureti, Alessandra Moretti, Franco Roberti e Patrizia Toia, ma anche dall'indipendente nel gruppo socialista Giuliano Pisapia, dal 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Rosa D'Amato (Verts/Ale), Dino Giarrusso (Non Iscritti). I deputati chiedono a Borrell se "ritiene che le circostanze nelle quali è avvenuto l'arresto siano in aperta violazione degli articoli 5 e 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, poiché egli è stato privato della sua libertà senza attendere il termine delle necessarie procedure giudiziarie e senza essere informato dei motivi dell'arresto, e poiché non è stato chiamato a pronunciarsi sulla fondatezza di ogni accusa formulata a suo carico".

Khaled El Qaisi è un ricercatore italo-palestinese, lavora come traduttore nel Centro di documentazione palestinese di Roma e studia Lingue e civiltà orientali all’Università La Sapienza di Roma. Ad agosto si è recato insieme alla moglie Francesca Antinucci e al figlio di quattro anni, con cui risiede nel quartiere Centocelle della Capitale, nei territori palestinesi per fare visita alla sua famiglia. Il 31 agosto dovevano tornare in Italia, ma Khaled El Qaisi non ci è mai arrivato. A chiedere la sua liberazione è anche Amnesty International, secondo cui "la detenzione di Khaled El Qaisi è l'ennesimo esempio dell’uso spregiudicato della detenzione arbitraria da parte delle autorità israeliane". Sono oltre 5mila i palestinesi detenuti in Israele (165 dei quali di età compresa tra 12 e 17 anni), tra i quali almeno 1260 sono in carcere senza accusa né processo, ha ricordato la Ong per la difesa dei diritti umani.

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