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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Mondo Argentina

Le donne dell'America Latina si prendono la strada contro la violenza "machista"

La protesta dopo il barbaro omicidio di Lucìa Pèrez, 16enne morta dopo essere stata violentata da un gruppo di uomini. Centinaia di migliaia di donne sono scese in piazza in tutto il continente, da Buenos Aires a Città del Messico, al grido di "Ni una menos"

"Ni una menos". Non una di meno. Da Buenos Aires fino a Città del Messico passando per La Paz, Lima, Santiago del Cile, Managua, San Salvador, le donne "si sono prese la strada". Così i maggiori quotidiani latinoamericani hanno raccontato la protesta di centinaia di migliaia di donne scese in piazza in tutto il continente per protestare contro il machismo dopo il barbaro omicidio di Lucìa Pèrez (foto sotto), 16enne argentina, violentata e uccisa da un branco di uomini nella città di Mar del Plata.

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Inutile fare una mera cronaca di quanto avvenuto in tutte le capitali dell'America Latina. La marce sono state silenziose: candele accese, cartelli, lacrime sui volti. E tanta, tantissima rabbia. Sono gli slogan sui cartelli esposti dalle donne in cammino per le strade a far capire la portata di quello che ormai è un dramma quotidiano.

Non voglio camminare con la paura, voglio andare tranquillamente in giro pensando che nessuno mi farà del male.

Non uccideteci ancora

La protesta a Buenos Aires (Foto Ansa)

Siamo il grido di chi non ha voce.

Insieme siamo infinite

La protesta delle donne in tutta l'America Latina

Non una di meno, vogliamo vivere

Le donne, ieri, sono scese in piazza dopo aver deciso di scioperare "contro la violenza machista" dalle 13 alle 14. Un'ora immobili, in silenzio, in tutti i luoghi di lavoro. Così hanno protestato prima di raggiungere le piazze centrali delle varie città, nel pomeriggio, incuranti - come nel caso di Buenos Aires - della pioggia e del forte vento. Nella capitale argentina si sono riunite, e non poteva essere altrimenti, sotto l'obelisco di Plaza de Mayo. Lì hanno pianto. Hanno urlato. Hanno pregato. Hanno chiesto rispetto e dignità. Tutte vestite di nero in lutto per una ragazzina di 16 anni drogata, violentata, impalata e lasciata morire davanti a un ospedale simulando un overdose. Per Lucìa Pèrez.

Lucìa, in Argentina, non è la prima vittima e non sarà l'ultima in un paese dove si registra un episodio di violenza sulle donne ogni trenta minuti. E proprio ieri, mentre le donne erano in piazza, una donna di 42 anni è stata uccisa a Tucumán dal suo ex che l'ha aspettata fuori dal lavoro, l'ha stordita con un bastone e poi l'ha pugnalata due volte. 

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