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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Mondo Kazakistan

Violente proteste contro il caro gas: "Governo licenziato"

È caos in Kazakistan dove la folla ha preso letteralmente d'assalto il municipio di Almaty, la capitale finanziaria dell'ex repubblica sovietica. Ha innescare le proteste la fiammata sui prezzi del Gpl

Tensioni in Kazakistan dove il governo guidato dal primo ministro Askar Mamin si è dimesso a seguito delle gravi proteste contro il caro-gas che hanno scosso l'ex repubblica sovietica. Il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha nominato il vice primo ministro Alikhan Smailov come nuovo capo ad interim del governo.

Tokayev ha fatto appello alla moderazione e imposto lo stato di emergenza ed il coprifuoco notturno in diverse parti del Paese, tra cui ad Almaty e nella regione occidentale di Mangyastau, ricca di giacimenti.

Negli scontri, ha riferito il ministero dell'Interno, oltre 200 persone sono state arrestate e 95 agenti di polizia sono rimasti feriti. Inoltre 37 auto della polizia sono state danneggiate. Le forze di sicurezza, riportano i media russi, hanno lanciato lacrimogeni e granate assordanti per far allontanare i manifestanti dalla piazza principale di Almaty, la città più grande del Paese.  

Il caro gas in Kazakistan

Il caos era iniziato martedì quando la polizia ha sparato gas lacrimogeni e granate stordenti per sedare i disordini iniziati nell'ovest del paese per un aumento dei prezzi locali del gas di petrolio liquefatto (GPL). Il presidente kazakho Kassym-Jomart Tokayev, a seguito di una riunione governativa, ha imposto una regolamentazione statale sui prezzi di gas liquefatto, benzina e gasolio per sei mesi. Tokayev ha introdotto anche una regolamentazione statale dei prezzi per i prodotti alimentari socialmente significativi.

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