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Lunedì, 30 Gennaio 2023
La rivoluzione di Teheran / Iran

Le condanne a morte e la giravolta dell'Iran sul velo per le donne e la polizia morale

Nonostante le dichiarazioni "vaghe e discordanti" delle autorità iraniane riguardo al "presunto scioglimento della cosiddetta polizia morale" le leggi sull'obbligo a portare il velo che restano in vigore in Iran

Prosegue in Iran da tre giorni lo sciopero di commercianti e camionisti a sostegno delle proteste seguite alla morte di Mahsa Amini; e secondo gli attivisti, la reazione del governo è stata quella di sigillare le serrande dei negozi. Fonti del Kurdistan Human Rights Network riferiscono di minacce a negozianti e commercianti nei bazar e che nelle città di Ilam, Kermanshah, Ravansar e Sanandaj con le forze di sicurezza che starebbero sigillando i negozi che hanno partecipato allo sciopero.

Tutto questo mentre il governo non ha ancora confermato ufficialmente le affermazioni del procuratore generale del Paese, Mohamad Jafar Montazeri, secondo il quale sarebbe stata abolita la polizia della morale. Dopo quasi 500 i morti e decine di migliaia gli arresti, con alcune condanne a morte già pronunciate, non si fermano le manifestazioni nel paese che sta vivendo uno dei momenti più difficile dall'inizio della teocrazia sciita degli ayatollah.

Le dichiarazioni "vaghe e discordanti" delle autorità iraniane riguardo al "presunto scioglimento della cosiddetta polizia morale non dovrebbero ingannare la comunità internazionale riguardo alla continua violenza contro le donne" rappresentata dalle leggi sull'obbligo a portare il velo che restano in vigore in Iran" fa sapere Amnesty International con un comunicato che sottolinea come l'obbligo a portare il velo resti legge. "Fino al giorno in cui questi regolamenti non saranno rottamati, la stessa violenza che ha avuto come conseguenza l'arresto e la morte in custodia di Mahsa Amini continuerà contro milioni di altre donne e ragazze", ha dichiarato la direttrice regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty, Heba Morayef, menzionando la 22enne arrestata in settembre a Teheran dalla polizia morale perché non portava il velo in modo corretto, la cui morte ha scatenato proteste anti governative in tutto il Paese ancora in corso dopo quasi tre mesi.

Tutto questo mentre Hossein Jalali, membro del Consiglio islamico e della Commissione culturale, ha affermato che il costo da pagare per le donne che non indossano l'hijab sarà più alto, come riporta Bbc Persian. Jalali ha spiegato come sarà il programma alternativo, allo studio, per l'applicazione dell'uso dell'hijab e del piano della castità per le donne: invece delle "pattuglie della polizia morale", ha detto, le persone che non indossano il velo saranno avvisate tramite messaggi, prima di passare alle punizioni. "Non ci sarà alcun ritiro dal piano dell'hijab perchè il ritiro significa il ritiro della Repubblica islamica", ha affermato.

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