Venerdì, 24 Settembre 2021
Lotta all'Isis

Siria, la Nato contro Putin: "Non bombarda l'Isis"

Il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, accusa Mosca: "Vladimir Putin sta aiutando Assad, il suo non è un contributo costruttivo". E non esclude un intervento militare in Turchia

ROMA - Ha le idee chiare Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato: nella guerra al Califfato in Siria "la Russia non mira all'Isis ma agli altri gruppi e sostiene il regime di Assad. Quello russo non è un contributo costruttivo". In Siria la Nato "ha visto una problematica escalation di azioni militari russe - racconta Stoltenberge - ed è pronta a difendere tutti gli alleati, compresa la Turchia. Il segretario generale dell'Alleanza Atlantica dice che la Nato è "pronta a dispiegare le forze in Turchia se necessario".

Sulla drammatica situazione siriana ieri da Mosca era arrivata una mano tesa verso gli Stati Uniti. Il ministero della Difesa russo, infatti, si era detto disposto a mettere in atto le proposte del Pentagono sulla cooperazione nella lotta contro lo Stato islamico e, per quanto riguarda i raid aerei russi sulla Siria, ha dichiarato che "può essere stabilito" un coordinamento con gli Stati Uniti. "Il Ministero della Difesa russo ha risposto alla richiesta del Pentagono e prontamente ha esaminato le proposte degli Stati Uniti sul coordinamento delle azioni nella lotta contro l'Isis in Siria. In generale, queste proposte possono essere attuate", aveva detto il portavoce Igor Konashenkov.

Le parole del segretario della Nato, evidentemente, pongono un freno all'idea di "raid coordinati" delle due superpotenze. Non la pensa diversamente il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon: "In Siria la Russia sta rendendo molto più pericolosa una situazione già molto seria". E continua:

Chiederemo esplicitamente alla Russia di smettere di sostenere il regime di Assad e di usare costruttivamente la sua influenza sul regime perché fermi il 'barrel bombing' sui civili". La Russia deve smettere il bombardamento in zone non controllate dall'Isis, piuttosto dia più sostegno a paesi come Turchia e Giordania.
 

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