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Venerdì, 12 Aprile 2024
L'analisi / Russia

Putin ora potrebbe usare davvero la bomba atomica?

Gli analisti continuano a ritenere improbabile l'impiego di armi nucleari da parte della Russia. Ma in questi giorni di controffensiva ucraina, lo "zar" sembra essere messo in un angolo. Le sue minacce rimarranno tali o si concretizzeranno?

Con la controffensiva ucraina, avviata verso Kherson a fine agosto ma concretizzatasi in questi giorni nella regione di Kharkiv, la guerra voluta e attuata dalla Russia di Vladimir Putin il 24 febbraio scorso è arrivata a un punto di svolta. I militari ucraini avanzano riconquistando chilometri in quasi tutta la regione orientale, riprendono villaggi e città, costringono il nemico alla fuga. Il rapido contrattacco ucraino ha dimostrato la vulnerabilità e la debolezza militare dei russi più di quanto ci aspettassimo, spiazzando i russi stessi, e ora ci si chiede come reagirà Mosca e come andrà avanti questa guerra. Non è facile comprendere le reali intenzioni del presidente russo. Ma il rischio temuto da molti è che di fronte alla prospettiva imminente di una sconfitta possa usare le armi nucleari. Putin, messo all'angolo ma a quanto pare non ancora pronto a rassegnarsi, ora potrebbe usare davvero la bomba atomica, con un attacco mirato a Kiev?

Prima un aneddoto. Nella San Pietroburgo-Leningrado degli anni Cinquanta, in condizioni di vita molto modeste, Putin giocava a dare la caccia ai topi. Nell'autobiografia scritta con alcuni giornalisti nel 2000, lo "zar" ricorda un episodio della sua infanzia: un giorno inseguì un topolino con un bastone, costringendolo in un angolo sulle scale del suo palazzo. Il ratto reagì contro "l'aggressore" e lo fregò scappando. "Ognuno dovrebbe tenerlo a mente: mai mettere qualcuno in un angolo", racconta il presidente russo. Una sorta di lezione di vita per lui, che ora si trova messo alle strette proprio come quel famoso topolino. Se dovesse reagire in maniera "imprevedibile" (qui abbiamo ipotizzato tre possibili scenari) lo capiremo nelle prossime settimane. 

Il rischio bomba atomica tattica nella guerra Russia-Ucraina

Quello che sappiamo è che già a fine febbraio Putin ha ordinato di mettere in stato di massima allerta le forze di deterrenza russe, comprese quelle nucleari, dopo "le dichiarazioni aggressive" da parte della Nato e le sanzioni severe arrivate dall'Europa contro l'economia russa. Mettere in stato d'allerta le forze di deterrenza russe significa prepararsi a una serie di controffensive, coinvolgendo anche gli armamenti nucleari, come abbiamo spiegato qui. È un modus operandi andato in scena più volte negli anni della guerra fredda, quando la minaccia nucleare garantiva l'equilibrio del terrore tra i due blocchi contrapposti Stati Uniti-Urss.

Oggi gli analisti politici e militari continuano a ritenere improbabile l'impiego di armi nucleari in Ucraina da parte della Russia, malgrado le minacce (o i bluff) ricorrenti di Vladimir Putin dall'inizio dell'invasione. D'altra parte, la Nato ha sempre ammesso che, nel caso di un attacco nucleare, ci sarebbe una risposta automatica e proporzionale. E la Russia, sfiancata dopo tanti mesi di guerra, non avrebbe la forza per sopportare l'ovvia reazione ad un'iniziativa del genere. Il rischio che Mosca usi il suo grande arsenale nucleare tuttavia esiste, tanto più adesso, dopo sei mesi di combattimenti e con uno scenario di guerra ribaltato.

Il "Blitzkrieg" e i 7mila russi prigionieri: così l'Ucraina sta ribaltando la guerra

"Ciò che la politica americana ed europea ha cercato di evitare è stato indurre Putin a un confronto non convenzionale, nucleare in particolare, tanto più che la dottrina russa prevede in modo specifico l'uso delle armi nucleari tattiche, cioè le armi di teatro atomiche con portata limitata, per evitare una sconfitta convenzionale", ha dichiarato l'ambasciatore Stefano Stefanini, ex consigliere diplomatico del presidente Giorgio Napolitano. "Più volte - ha argomentato l'ambasciatore Stefanini - sia Putin sia il ministro degli esteri Lavrov hanno evocato la parola nucleare. Questo spettro c'è. Bisogna che evitiamo di mettere il presidente russo all'angolo, perché in quel caso le sue reazioni potrebbero essere imprevedibili. Dobbiamo fare attenzione all'arsenale in mano a Mosca, il rischio è che lo usi".

La minaccia di un attacco nucleare mirato agitata da Putin per cancellare ogni tipo di resistenza è considerata concreta anche da Andrea Margelletti, esperto di geopolitica, presidente del Ce.S.I.-Centro studi internazionali e consigliere per le politiche di sicurezza e di contrasto al terrorismo del ministro della Difesa. "Se i russi non sfondano nel Donbass si profila il rischio di un impiego di un'atomica tattica come quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki", ha detto Margelletti a maggio. Ora, appunto, lo scenario è cambiato, con i russi in ritirata da alcune città nel nord-est dell'Ucraina. "Dopo l'atomica tattica c'è quella strategica che può distruggere un'intera nazione - continua l'esperto geopolitico -. Ma a quel punto sarebbe l'inizio della fine del mondo, perché appena Putin sgancia la sua atomica un'altra di pari o superiore potenza gli arriva a Mosca. E se comincia la guerra globale muore l'umanità".

Cos'è una bomba atomica tattica

Ma che cos'è una bomba atomica tattica e qual è la differenza con un'atomica strategica? Anche se non esiste una distinzione convenzionale tra armi nucleari "tattiche" e "strategiche", le prime hanno un potenziale distruttivo ridotto e rappresentano un uso più "limitato" delle armi nucleari. La distinzione riguarda soprattutto gli scopi con cui vengono utilizzate. Le armi nucleari tattiche sono testate meno potenti, utilizzabili non per ottenere la massima distruzione, ma per raggiungere obiettivi tattici su una scala più ridotta (ad esempio per distruggere una colonna di mezzi blindati, o mettere fuori uso le portaerei nemiche).

Le bombe sganciate durante la seconda guerra mondiale dagli Stati Uniti in Giappone, su Hiroshima e Nagasaki, avevano una potenza relativamente ridotta, 15 e 20 chilotoni: oggi potrebbero essere considerate tattiche. Quelle definite strategiche, invece, sono le testate nucleari più potenti: possono sprigionare un'energia di centinaia di chilotoni e causare danni inimmaginabili, oltre a provocare probabilmente una risposta equivalente da parte di altri Stati. Sarebbe la fine dell'umanità.

Le simulazioni russe di attacchi con missili balistici nucleari

L'esercito russo ha già effettuato alcune esercitazioni con attacchi simulati di missili capaci di trasportare testate nucleari nell'enclave occidentale di Kaliningrad, situata tra Polonia e Lituania. In una di esse, nel maggio scorso, la simulazione ha riguardato attacchi singoli e multipli contro obiettivi come aeroporti e posti di comando di un finto nemico. Circa cento militari - aveva riferito il comando della flotta del Baltico - si sono cimentati nella simulazione di lanci contro "sistemi missilistici, aerodromi, presìdi, scorte di armamenti e posti di comando. Dopo aver completato i lanci elettronici tesi a scongiurare un potenziale contrattacco, le truppe hanno effettuato una manovra di ridispiegamento in una nuova area".

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(IN FOTO: il missile balistico intercontinentale a lungo raggio Sarmat che può trasportare testate nucleari, testato dalla Russia a maggio. Foto EPA/RUSSIAN DEFENCE MINISTRY PRESS SERVICE via Ansa)

Non è la prima esercitazione di questo tipo. Il 20 aprile scorso, Mosca ha testato un nuovo missile intercontinentale con capacità atomica, chiamato Sarmat, e prodotto interamente in Russia. Si tratta di un missile di lunghissimo raggio che può superare tutti i moderni sistemi antiaerei: con una gittata massima di 18mila chilometri, ha colpito un bersaglio a oltre 5mila chilometri di distanza. Sarmat, secondo quanto affermato da Putin, entrerà a far parte delle forze progettate per intervenire in caso di guerra nucleare. In quell'occasione, il Pentagono ha detto che non bisogna preoccuparsi, perché si tratterebbe solo di un test di routine, e che comunque Mosca aveva correttamente informato Washington.

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