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Lunedì, 20 Maggio 2024
London calling / Regno Unito

Putin ha veramente minacciato di bombardare il Regno Unito?

Boris Johnson ha raccontato che in una telefonata prima dell'invasione dell'Ucraina il presidente russo avrebbe detto che avrebbe potuto colpire il Paese in "un minuto", ma il Cremlino smentisce

Boris Johnson ha raccontato che Vladimir Putin lo avrebbe minacciato affermando che se lo avesse voluto avrebbe potuto colpire il Regno Unito con un razzo nucleare "in un minuto". La conversazione, secondo quanto raccontato dall'ex premier britannico, sarebbe avvenuta in una telefonata avvenuta poco prima dell'invasione dell'Ucraina, una circostanza smentita in maniera netta dal Cremlino. La notizia ha avuto ovviamente un certo risalto sulla stampa britannica, che però no ha preso la minaccia in maniera tanto seria, non concedendogli l'apertura praticamente di nessuno dei giornali cartacei ma nemmeno dei siti online, lasciandola piuttosto in un taglio basso.

Secondo quanto raccontato da l'ex sindaco di Londra in un documentario della Bbc la minaccia, sarebbe arrivata pochi giorni prima del lancio dell'offensiva contro Kiev, durante una telefonata nella quale il politico conservatore avrebbe tentato di dissuadere il presidente Russo dall'invadere il Paese.

Secondo la sua stesa ricostruzione, Johnson aveva avvertito che ci sarebbero state sanzioni occidentali più dure in caso di invasione da parte della Russia e che il sostegno della Nato sarebbe aumentato, anche se l'Ucraina non era vicina a diventare un membro. "Mi ha detto: 'Boris, tu dici che l'Ucraina non entrerà nella Nato a breve... Cosa vuol dire a breve?', e io ho risposto: 'Beh, non entrerà nella Nato nel prossimo futuro. Lo sai benissimo'", ha raccontato Johnson a proposito della telefonata con Putin.

"A un certo punto mi quasi ha minacciato dicendo: 'Boris, non voglio farti del male, ma con un missile ci vorrebbe solo un minuto'. O qualcosa del genere", ha detto Johnson ricordando non precisamente quindi le parole esatte pronunciare, e aggiungendo "jolly", cioè che Putin lo avrebbe detto con un tono gioioso, scherzoso. "Penso che dal tono molto rilassato che stava assumendo, la sorta di aria di distacco che sembrava avere, stava solo giocando con i miei tentativi di convincerlo a negoziare", ha poi aggiunto l'ex premier

In risposta all'affermazione, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha dichiarato ai giornalisti che quanto affermato da Johnson non è vero, o "più precisamente, è una bugia". "Non ci sono state minacce di missili. O si tratta di una menzogna deliberata - quindi bisogna chiedere al signor Johnson perché ha scelto di raccontarla in questo modo - o si tratta di una menzogna inconsapevole e in realtà non ha capito di cosa Putin gli stesse parlando", ha detto il portavoce. Peskov ha detto che Putin avrebbe spiegato a Johnson come, se l'Ucraina si unisse all'alleanza della Nato, i missili statunitensi o della Nato posizionati vicino ai confini della Russia significherebbero che qualsiasi missile potrebbe raggiungere Mosca in pochi minuti, e ha suggerito che potrebbe esserci stato un malinteso sul punto. 

È impossibile sapere se la minaccia di Putin fosse autentica, e nemmeno se l'affermazione di Johnson sia veritiera, visto anche che il politico britannico è famoso per le sue sortite non sempre corrispondenti alla realtà dei fatti, come spesso avvenuto durante la campagna per la Brexit. Un eventuale lancio d missili su Londra da parte della Russia scatenerebbe ovviamente una guerra mondiale e molto probabilmente il lancio di una testata atomica anche su Mosca. Ogni premier britannico quando assume l'incarico scrive quella che si definisce una "Letter of last resort", le lettere dell'ultima risorsa, dell'ultima spiaggia, con le istruzioni ai sottomarino del Paese armati con testate nucleare su cosa fare in caso di distruzione di Londra e della morte dei membri del governo.

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