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Martedì, 4 Ottobre 2022
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Chi sono i riservisti che Putin vuole mandare in Ucraina

Ci sarebbero circa 300mila nuove reclute da impiegare nella guerra in Ucraina, le paghe sono basse e sono previste pene severe per chi diserta

Vladimir Putin ha dichiarato la "mobilitazione parziale" dell'esercito per la guerra in Ucraina, come non accadeva dalla seconda guerra mondiale. Si stima che circa 300mila giovani russi saranno impiegati nelle forze armate: l'annuncio ha scatenato un'ondata di proteste nel paese, accompagnata da una fuga nei paesi in cui è possibile entrare senza visto, come Armenia, Turchia e Azerbaigian, ma anche Finlandia. "Come lasciare la Russia" è in cima ai termini di ricerca di Google da martedì sera, quando il discorso di Putin era stato inizialmente programmato prima di essere posticipato a mercoledì mattina. Ma chi sono i nuovi riservisti che dovranno essere inviati in Ucraina?

Come lasciare la Russia, i giovani riservisti se lo chiedono per evitare la mobilitazione voluta da Vladimir Putin per la guerra in Ucraina

L'identikit dei riservisti russi: giovani e con paghe basse

La mobilitazione dichiarata da Putin riguarderà almeno 300mila giovani, ma non ne faranno parte alcune categorie come gli universitari. Gli insuccessi sul campo della fallimentare invasione dell'Ucraina e la recente controffensiva ucraina hanno indotto il presidente russo a cercare dei rinforzi: "Stiamo parlando solo di una mobilitazione parziale - ha detto Putin in nel discorso in tv in cui annunciava la misura - Ciò significa che solo quei cittadini che sono nelle riserve e soprattutto, coloro che hanno prestato servizio nelle forze armate, hanno determinate specializzazioni militari ed un’esperienza rilevante saranno soggetti a coscrizione". 

Dunque, al momento si tratterebbe di personale già addestrato o che in passato è già stato nell'esercito e , secondo le indiscrezioni, sotto i 26 anni. Il potenziale che l'esercito russo può mettere in campo però è decisamente maggiore, almeno secondo quanto riportano le fonti ufficiali del Cremlino: a detta del ministro della Difesa Shoigu le forze disponibili arriverebbero a 25 milioni di effettivi. 

Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa russa Tass, citando il ministero della difesa, saranno i comandi militari regionali a compilare gli elenchi dei riservisti da mandare al fronte. Ogni soldato riceve attualmente un compenso mensile di circa 30mila rubli, pari a circa 460 euro, uno stipendio lievemente più basso se confrontato con la media dei salari russi: un guadagno sufficiente per chi vive nelle zone rurali del paese, ma inadeguato per i giovani delle grandi città.

Cosa succede a chi diserta

Il Ministero degli Interni russo ha previsto delle misure di contrasto alle diserzioni e pene severe per chi proverà a non rispondere alla mobilitazione. Sono state inaspriti tutti i provvedimenti per chi viene meno gli obblighi miliari: renitenti alla leva, casi di insubordinazione. Chi viola queste norme adesso rischia fino a 15 anni di carcere. In più, il presidente della commissione difesa della Duma, Andrey Kartapolov ha chiarito che i riservisti da oggi non possono lasciare la loro residenza senza il permesso dei commissariati militari.

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