Mercoledì, 17 Luglio 2024
L'analisi (scoraggiante) degli esperti / Ucraina

Quando finirà la guerra in Ucraina

Colloqui di pace tra Mosca e Kiev "improbabili" per tutto il 2023, secondo la più autorevole agenzia militare di intelligence statunitense per l'estero. Secondo un'analisi di Al Jazeera, la storia insegna che la guerra potrebbe durare ancora anni, senza un chiaro vincitore

La fine della guerra iniziata il 24 febbraio 2022 non è all'orizzonte. Il Department of Defense Intelligence Agency (Dia) Usa, la più autorevole agenzia militare di intelligence per l'estero, considera improbabile che i colloqui di pace tra Mosca e Kiev inizino quest'anno.

Secondo quanto riferisce il Washington Post citando documenti segreti americani che sono finiti su Internet, "negoziati per porre fine al conflitto sono improbabili durante il 2023 in tutti gli scenari in esame", a quanto emergerebbe da un documento che presumibilmente contiene valutazioni del Dia. Per l'agenzia di intelligence Usa la guerra continuerà nel 2024 perché entrambe le parti "rifiuteranno di negoziare la fine del conflitto": lo "scenario più probabile" è che né la Russia né l'Ucraina otterranno un vantaggio decisivo.

14 mesi di guerra e non si intravede la fine

Quella che Putin aveva annunciato come "l'operazione militare speciale" di Mosca, che doveva durare pochi giorni, si è trasformata in 14 mesi di guerra di logoramento. La Russia sta lanciando ondate di reclute e mercenari in battaglie senza fine intorno a città come Bakhmut e Vuhledar. I paesi occidentali invieranno carri armati all'Ucraina, e si parla di nuove offensive di primavera, senza che la linea del fronte si sposti in maniera evidente. "L'Ucraina non sarà mai una vittoria per la Russia. Mai", ha dichiarato a marzo il presidente degli Stati Uniti Joe Biden dalla Polonia, dopo una visita senza preavviso da Zelensky. 

È una tipologia di conflitto che Margaret Macmillan, storica della guerra e professoressa emerita all'Università di Oxford, ha detto "non pensavamo di rivedere". Secondo un'analisi molto approfondita di Al Jazeera una netta sconfitta di una delle due parti in questa guerra è improbabile. Uno scenario più probabile è un combattimento prolungato che lascia entrambi gli eserciti esausti ma riluttanti ad ammettere la sconfitta, con conseguente conflitto congelato o un'eventuale tregua difficile. La probabilità di una rapida fine delle ostilità è in ogni caso remota. Ma procediamo con ordine.

La guerra in Ucraina ha assunto dimensioni internazionali nel momento in cui le colonne corazzate russe hanno attraversato il confine nel febbraio 2022. Un conflitto "in cui una grande potenza nucleare ed esportatrice di energia ha violato la sovranità di un paese che è una chiave di volta della sicurezza alimentare globale non sarebbe mai stato contenuto a soli due paesi", si legge sul sito della rete satellitare qatariota. Gli Stati Uniti e i loro alleati si sono affrettati a fornire aiuti che sono stati vitali per la capacità dell'Ucraina di difendersi. Anche le guerre precedenti, come la guerra Iran-Iraq degli anni '80, durata otto anni, sono dipese da tale assistenza esterna.

"In diversi momenti di questo conflitto la Russia è sembrata in una posizione simile a quella dell'Iran, e l'Ucraina ha rispecchiato la posizione dell'Iraq in quella guerra, anche se solo parzialmente", ha detto ad Al Jazeera Jeremy Morris, professore di studi globali all'Università di Aarhus in Danimarca. "Quella guerra si combatteva fondamentalmente per territorio e risorse. Le armi occidentali hanno aiutato l'Iraq a ottenere i primi successi sul campo di battaglia contro l'Iran molto più grande, che ha dovuto ricorrere a tattiche più costose in termini di vite umane, dove colonne di artiglieria caricavano verso le formazioni irachene, rischiando pesanti perdite nella speranza di sopraffare il nemico".

I paragoni con la guerra Iran-Iraq e con quella in Corea

C'è una differenza fondamentale, ovviamente: l'Iraq, a differenza dell'Ucraina, aveva iniziato quella guerra. Tuttavia, le armi occidentali in Ucraina sono state ugualmente fondamentali per fermare l'avanzata russa. In teoria, ciò conferisce all'Occidente un'influenza sulla direzione della guerra. L'Occidente potrebbe - come ha chiesto sin da subito l'Ucraina - fornire armi ancora più sofisticate, più velocemente, nella speranza di convincere la Russia che non può vincere.

Macmillan ha sottolineato che, in effetti, a volte il fattore più importante per porre fine a un conflitto aperto e far parlare le parti in guerra è la pressione esterna. "La guerra della Serbia contro il Kosovo è finita perché sono state coinvolte potenze esterne", ha detto alla rete di Doha, riferendosi al bombardamento della Serbia da parte della Nato nel 1999. Ma la Russia, a differenza di Iran e Serbia, è una potenza nucleare. Ha una macchina da guerra interna ed enormi riserve di manodopera e risorse, e Morris ritiene che ci siano buone possibilità che la Russia possa sostenere il conflitto per gli anni a venire.

"Gli standard di vita russi potrebbero crollare, ma non saranno mai in una posizione come la Corea del Nord - dice ancora Morris - e comunque anche i nordcoreani hanno sopportato le condizioni in cui vivono per più di 50 anni". 

Kiev deciderà autonomamente. L'idea che l'Ucraina possa essere spinta da forze esterne a una quasiasi sorta di pace è "sbagliata", dice Branislav Slantchev, professore di politica all'Università della California e specialista in negoziati di guerra. C'è poco, secondo lui, che l'Occidente possa fare per impedire agli ucraini di tentare di riprendersi tutto il territorio del loro paese attualmente occupato dalla Russia. L'Ucraina sa inoltre che non è credibile qualsiasi avvertimento occidentale a Kiev su eventuali stop forniture di armi o fine del sostegno finanziario: "Questo tipo di minaccia non è credibile", ha detto Slantchev, "perché gli ucraini sanno" che è nell'interesse occidentale "non lasciarli crollare". Gli ucraini decideranno. E oggi non ci sono spiragli per negoziati.

La prospettiva che Putin venga rimosso è estremamente improbabile

Questa è la "guerra di Putin", ha detto Macmillan. Alcuni osservatori hanno suggerito che le continue sconfitte sul campo di battaglia potrebbero portare alla caduta del presidente. Dopotutto, le sconfitte russe nella guerra di Crimea nel XIX secolo, e le sconfitte in Giappone e in Afghanistan nel XX secolo, hanno tutte causato profondi cambiamenti interni. Ma chissà se avverrà davvero, e chissà quando.

Per gli analisti la prospettiva che Putin venga rimosso, oggi come oggi, è estremamente improbabile, e le possibilità che chiunque lo sostituirebbe sia meno aggressivo sono ancora più remote. 

Lo scenario su cui vari esperti sembrano un poco più possibilisti è qualcosa di simile alla Corea, con una zona smilitarizzata tra il territorio ucraino e quello controllato dalla Russia, o un conflitto perpetuo che potrebbe sfociare in una difficile e fragile tregua. Ma non nel 2023. La guerra in Ucraina continuerà ancora a lungo, con tutto il suo carico di morte.

Fino a 354.000 soldati russi e ucraini sono stati uccisi o feriti nella guerra in Ucraina: è quanto emerge dai documenti di intelligence statunitensi pubblicati online, come riporta l'agenzia di stampa Reuters sul suo sito.
Secondo una valutazione dei servizi segreti Usa, i soldati morti o feriti russi sono 189.500-223.000, di cui 35.500-43.000 morti in combattimento e 154.000-180.000 feriti. Per l'Ucraina il bilancio è di 124.500-131.000 soldati, di cui 15.500-17.500 uccisi e 109.000-113.500 feriti.

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