Domenica, 20 Giugno 2021
Migranti

Quanti sono i profughi in fuga verso l'Europa

Mentre a Bruxelles si gettano le basi per il piano che prevede il ricollocamento dei profughi in tutta l'Unione europea, si cerca di quantificare il fenomeno: quante persone stanno scappando dalla guerra in questo momento storico?

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha tenuto un discorso sullo stato dell'Unione al Parlamento europeo, annunciando un nuovo piano per affrontare la crisi dei migranti: la proposta prevede che circa 120mila persone cui è stato riconosciuto lo status di rifugiati siano distribuite tra i vari paesi dell'Ue, con quote vincolanti. Juncker ha sottolineato che è necessario agire rapidamente. 

IL PIANO DI REDISTRIBUZIONE - Il piano prevede che il 60% dei migranti attualmente in Italia, Grecia e Ungheria vengano ricollocati in altri stati, come Germania (meta ambita per molti di loro), Francia e Spagna. Ma ancora manca l'approvazione della riunione dei ministri degli Esteri, che si terrà a Bruxelles il 14 settembre. Il sistema di quote, proposto  dall'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, nei mesi scorsi era stato rifiutato da molti stati dell'Unione e ancora adesso alcuni paesi (come Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania) non sono disposti ad accettarlo. Le quote sono state stabilite sulla base di vari fattori: prodotto interno lordo, popolazione, tasso di disoccupazione e quantità di richieste di asilo già accettate in ogni paese europeo. Chi si rifiuterà andrà incontro a delle sanzioni economiche, come previsto dalle direttive europee. 

I NUMERI E LE STIME - Ma di quante persone stiamo parlando? Secondo alcuni osservatori i numeri della commissione non sono realistici: nel mondo ci sono quattro milioni di rifugiati che si stanno spostando dalla Siria, secondo le stime dell'Onu. Attualmente la maggior parte di loro è ospitata in Turchia, Libano, Egitto e Libia. António Guterres, numero uno dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), ha ricordato che il flusso di migranti riguarda al massimo 5mila persone al giorno: "Una crisi gestibile con un po’ di organizzazione" visto che stiamo parlando di un'Europa con 500 milioni di abitanti. 

GLI SBARCHI E GLI ARRIVI - Gli sbarchi intanto continuano: sull'isola di Lesbo (facilmente raggiungibile dalla Turchia via mare) si stima che si trovino 18mila profughi pronti a spostarsi nella Grecia continentale per continuare il loro viaggio verso il nord Europa. Intanto il governo ellenico ha ottenuto qualche aiuto dall'Onu per gestire il flusso, che però non è in fase di arresto. 

Sul fronte ungherese invece non si fermano le tensioni: sul confine con la Serbia ci sono ancora centinaia di persone in attesa di passare per arrivare verso Austria e Germania. La polizia però sta sempre più impedendo il loro passaggio e il premier Victor Orban ha annunciato che entro il 15 settembre verranno conclusi i lavori per la costruzione del famoso "muro" per fermare i flussi. Questo non ha fermato la lunga marcia del profughi a piedi, che continuano a camminare per autostrade e lungo i binari del treno per raggiungere le loro mete. 

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