rotate-mobile
Sabato, 21 Maggio 2022
La testimonianza / Ucraina

"Sono sicura che morirò presto, a Mariupol tutti aspettano la morte"

Il racconto di una ragazza che vive nella città assediata dai russi: "Sono passate due settimane e non riesco a credere che ci fosse un'altra vita"

"Sono sicura che morirò presto. È questione di giorni. In questa città tutti aspettano costantemente la morte. Vorrei solo che non fosse così spaventosa". È una testimonianza toccante quella di Nadezda Sukhorukova, una cittadina di Mariupol che ha affidato a facebook i suoi pensieri e le sue emozioni mentre dal cielo piovono ancora le bombe lanciate dai russi. Da settimane la città è sotto assedio. Gli edifici sono in fiamme, gli abitanti allo stremo. Mariupol non è stata ancora conquistata. Ma la distruzione è ovunque. "Spero di uscire in strada durante le pause tra le bombe. Devo portare a spasso il cane" scrive la ragazza. Il suo cane, una femmina, "trema e si nasconde dietro le mie gambe". Nadezda ha deciso di uscire. "Non ho più paura di guardarmi intorno". Un palazzo è divorato da un incendio: le fiamme sono arrivate fino al sesto piano. Il fuoco "brucia come dentro un camino". 

La donna parla di un attacco in cui hanno perso la vita alcuni vigili del fuoco. L'esplosione ha mutilato il corpo di una donna. La testa e una gamba sono volate via dal corpo. Nadezda non vorrebbe morire così. "Spero che il mio corpo resti intatto, anche dopo un'esplosione. Non so perché, ma per me è importante". 

La donna racconta gli angoscianti problemi di chi è rimasto in città come quello di dare sepoltura ai morti: "Quando la polizia ci ha fermato per strada abbiamo chiesto cosa fare della nonna morta del nostro amico. Ci hanno consigliato di metterla sul balcone. Chissà su quanti balconi ci sono cadaveri?".

"Il mio cane - continua - inizia a ululare e capisco che stanno per sparare di nuovo". Intorno a me, dice, "c'è un silenzio funebre. Non ci sono macchine, non ci sono voci, non ci sono bambini, nonne sulle panchine. Anche il vento è morto. Tutta la vita nella mia città ora sussurra nei sotterranei".

La vita è Mariupol è sospesa. "Provo a piangere ma non ci riesco. Mi dispiace per me, per la mia famiglia, per mio marito, per i miei vicini, per gli amici. Sono passate due settimane e non riesco a credere che ci fosse un'altra vita". La gente a Mariupol vive sotto terra, stipata nelle cantine e nei garage. "Ogni giorno, per loro è più difficile sopravvivere. Non hanno acqua, cibo, luce, non possono nemmeno uscire per via dei continui bombardamenti. Gli abitanti di Mariupol devono vivere. Aiutateli. Non dirlo a me. Fate sapere a tutti che l'uccisione di persone pacifiche continua".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Sono sicura che morirò presto, a Mariupol tutti aspettano la morte"

Today è in caricamento