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Domenica, 26 Maggio 2024
Estremismo islamico / Afghanistan

Niente scuola per le ragazze afgane, dietrofront dei talebani il primo giorno di lezioni

Avrebbero dovuto tornare oggi in aula dopo oltre sette mesi di chiusura, ma il governo ha ordinato lo stop parlando di problemi con la nuova divisa. Molte le giovani in lacrime

Nonostante le promesse fatte dai talebani, le ragazze afgane non potranno tornare a scuola. Oggi, le studentesse delle scuole secondarie e superiori avrebbero dovuto finalmente riprendere le lezioni dopo più di sette mesi di chiusura e incertezza, ma i fondamentalisti hanno deciso all'ultimo minuto di tenerle fuori dalle aule fino a quando non avranno deciso quale sarà la nuova uniforme più consona per loro.

"Le scuole secondarie e superiori saranno chiuse fino a nuovo avviso, quando l'uniforme delle scuole sarà progettata in conformità con la Sharia (la legge islamica, ndr), i costumi e la cultura afgana", ha detto il ministero dell'Istruzione dei talebani in una dichiarazione arrivata dopo ore di silenzio. In un primo momento Inamullah Samangani, il portavoce dei talebani, interrogato dall’Afp sull’improvviso cambiamento di politica delle autorità, aveva semplicemente detto “sì, è vero”, senza dare ulteriori spiegazioni.

Fazal Ahmad Fazal, capo del sindacato nazionale degli insegnanti dell'Afghanistan, pensa che la questione delle uniformi sia una semplice scusa. "Un'uniforme è una questione semplice, quindi la mia convinzione è che il problema sia qualcos'altro”, ha detto, “penso che il governo stia lavorando su una grande revisione della politica riguardante l'istruzione delle ragazze". "Sette mesi sono un tempo lungo e sono riusciti a riportare le ragazze più giovani all'istruzione, quindi perché non le ragazze di età superiore al sesto grado?", si domanda il sindacalista, aggiungendo che sabato incontrerà il ministro dell'Istruzione e che spera che le cose diventino più chiare dopo. "Questa decisione non colpisce solo gli studenti, ma anche gli insegnanti che rimangono senza lavoro, ed è sconvolgente anche per loro vedere che ai loro studenti viene negata l'istruzione", ha sottolineato Fazal.

In una conferenza stampa Aziz Ahmad Reyan, il portavoce del ministero dell'Istruzione ha detto di aver appreso il giorno prima che il piano di riapertura delle scuole femminili, che avevano consegnato ai funzionari del governo, era stato rifiutato. "Non dire di più perché sono solo il portavoce del ministero dell’Istruzione e non dell'intero Emirato islamico dell'Afghanistan (Eia)", il nuovo nome del Paese, ha detto Reyan, aggiungendo che "maggiori dettagli sulla questione", dovrebbero arrivare a breve, ma di non sapere "quando le scuole riapriranno".

La decisione di bloccare l’ingresso alle studentesse riguarda solo le ragazze che hanno 12 anni o più e che quindi frequentano le scuole medie e superiori, le bambine più piccole che frequentano la scuola primaria hanno il diritto di andare a lezione. Il ministero dell'istruzione aveva annunciato la settimana scorsa che le scuole per tutti gli studenti, comprese le ragazze, avrebbero aperto oggi in tutto il Paese, dopo mesi di restrizioni all'istruzione per le ragazze in età da scuola superiore

La notizia è stata data inizialmente da una tropue dell'Afp che stava coprendo il ritorno delle lezioni alla scuola Zarghona nella capitale, Kabul, quando un insegnante è entrato nell'istituto e ha poi ordinato a tutti di andare a casa. La delusione tra le ragazze è stata enorme, molte di loro sono andate via in lacrime. Fatima Hosaini, 48 anni, si trovava al liceo per sapere se sua figlia poteva tornare o meno. "È una notizia terribile", ha detto. "Chi non ha accesso all'istruzione è analfabeta. Non ho mai avuto un lavoro ma voglio che mia figlia abbia una carriera, è l'unico modo per sopravvivere".

"Ci hanno rifiutato l'ingresso", ha detto Sumaya Mohsini, 15 anni, mentre stava fuori dal liceo. "Sono devastata. Ero così felice quando mi sono preparata per la scuola e ho fatto lo zaino, ma venire qui e sentirmi dire che non possiamo tornare alle nostre lezioni, è la sensazione peggiore". "Ho passato i primi cinque mesi” dopo la presa di potere dei talebani “a malapena uscendo di casa, ero così felice di tornare a scuola, così come mio padre”, racconta la ragazza. “Il mio sogno è quello di diventare un chirurgo, ma quel sogno sta lentamente scivolando via".

Quando qualche mese fa il regime fondamentalista decise di permettere alle donne di accedere universitari, si espanse nel mondo la paura che questa mossa non fosse nient’altro un’operazione di facciata volta a ottenere un riconoscimento internazionale. La comunità internazionale, che ha fatto dell'accesso delle ragazze all'istruzione una questione chiave nei negoziati sugli aiuti e sul riconoscimento del regime, ha avuto oggi la conferma che quei timori fossero reali.

L'insegnamento e la ricerca universitaria in Afghanistan hanno subito un durissimo colpo da quando i talebani hanno ripreso il controllo del Paese la scorsa estate, e i suoi circa 370mila studenti hanno scarse prospettive. I dipartimenti di scienze umane e sociali sono stati chiusi, e le donne accademiche e le studentesse sono particolarmente a rischio data la percezione arretrata della femminilità da parte dei nuovi "governanti". L'ultima volta che i talebani hanno governato l'Afghanistan, dal 1996 al 2001, hanno vietato l'istruzione femminile e la maggior parte dei lavori.

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