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Martedì, 5 Marzo 2024
Esteri

Pakistan, due giovani cristiani bruciati vivi: "Erano blasfemi"

Teatro dell'orrore, un villaggio a sud di Lahore. I due ragazzi sono stati accusati di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano e sono stati uccisi

ROMA - Bruciati vivi. Uccisi in una fornace. Senza nessuna pietà, né rimorso. Una coppia di cristiani, lui ventisei anni, lei ventiquattro, è stata arsa viva da una folla di almeno quattrocento musulmani, che li ha spinti all'interno di un forno per la cottura dei mattoni. Teatro dell'orrore, un villaggio a sud di Lahore, in Pakistan. 

A decidere per la morte di Shazad e Shama, sposati e con tre figli più un quarto in arrivo, un musulmano del villaggio che li ha accusati di blasfemia. Secondo l'uomo, la giovane aveva gettato alcune pagine del Corano in un rogo acceso per bruciare carte e fogli appartenuti al padre di Shazad. Sembra che Shama - incinta al terzo mese di gravidanza - ripulendo l'abitazione dell'uomo, avesse preso alcuni oggetti personali, come carte e fogli ormai inutilizzabili, e li avesse distrutti con un piccolo rogo. 

Tanto è bastato al villaggio per decidere che i due dovevano morire. Così, ricostruisce Pakistan Today, i ragazzi - operai in una fabbrica di argilla - sono stati sequestrati e tenuti in ostaggio per due giorni all'interno dello stabilimento. Poi, martedì mattina, l'esecuzione. 

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