Martedì, 28 Settembre 2021
La violenza assurda / India

La ragazzina picchiata a morte per aver indossato i jeans

La 17enne Neha Paswan è stata uccisa in India dai suoi familiari. Non poteva pregare vestita in quel modo

Picchiata a morte dalla sua famiglia per aver indossato un paio di jeans e una maglietta. È accaduto nel villaggio di Savreji Kharg nel distretto di Deoria, una delle regioni meno sviluppate dell’India. La vittima è Neha Paswan, aveva solo 17 anni. Non aveva rinnegato la sua religione o le sue tradizioni, voleva solo vestire all’Occidentale. La scorsa settimana, dopo aver osservato diligentemente un giorno di digiuno religioso, si era messa a pregare. Il problema per i nonni paterni era costituito dal fatto che per pregare la ragazza indossava ancora il jeans e la maglia con i quali era uscita invece del tradizionale sari o del completo femminile che prevede una lunga blusa e i pantaloni larghi.

Inconcepibile per loro, come è stato inaccettabile il rifiuto della giovane quando le hanno chiesto in maniera perentoria di cambiarsi d’abito. Lei si è opposta con veemenza ribadendo che non si sarebbe cambiata. La goccia che ha fatto traboccare il vaso per loro che da tempo cercavano di convincerla ad abbandonare gli studi. Lei invece aveva un sogno: voleva diventare poliziotta e stava studiando per coronare la sua aspirazione, per nulla scoraggiata dai genitori che invece la sostenevano in questo. Il papà della 17enne, Amarnath, lavorava duramente nei cantieri edili a Ludhiana, una cittadina del Punjab, proprio per garantire gli studi ai figli e un futuro alla sua famiglia.

Invece la sua bambina è stata uccisa dai nonni paterni per un paio di jeans. Quando la discussione è degenerata, sarebbe stata picchiata con dei bastoni fino a renderla incosciente. La madre, Shakuntala Devi Paswan, ha raccontato alla Bbc che i suoi suoceri hanno chiamato un taxi e le hanno assicurato che l’avrebbero portata in ospedale. E’ stata l’ultima volta che ha visto la figlia. «Non mi hanno permesso di accompagnarli — ha detto la donna — così ho chiesto ai miei parenti di cercare Neha in corsia, ma non l’hanno trovata».

L’adolescente non è mai arrivata in ospedale. Lo ha scoperto la sua famiglia nel modo più triste possibile: il suo corpo è stato trovato appeso sul ponte che passa sopra il fiume Gandak. La denuncia della mamma, disperata, ha inchiodato la famiglia del marito alle loro responsabilità. La polizia ha arrestato quattro persone: i nonni, uno zio e l’autista dell’auto a bordo della quale è stata adagiata Neha, già priva di conoscenza. Nell’omicidio potrebbero però essere coinvolti altri parenti. Le indagini non sono chiuse, come non si placa il dolore della famiglia e la preoccupazione per cosa accade alle giovani ragazze che si ribellano, anche se in parte, alle tradizioni del loro Paese.

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