Lunedì, 17 Maggio 2021
MEDIO ORIENTE

Gaza, settanta morti: "Così si va a una guerra vera"

Terza notte di raid israeliani sulla Striscia di Gaza: quattordici morti. Il bilancio totale sale a settanta. Peres: "Invadiamo". E Ban Ki-moon avverte: "Gaza è sul filo del rasoio, rischiamo una guerra"

ROMA - Ancora sangue. Ancora morti. E ancora tensione alle stelle. Sono continuati nella notte i raid dell'aviazione israeliana sulla Striscia di Gaza, dopo che il presidente dello Stato ebraico Shimon Peres, mercoledì sera, aveva lanciato un chiaro ultimatum ai leader di Hamas: "Basta razzi contro Israele o invaderemo il territorio".

Nelle ultime ore i jet israeliani hanno colpito almeno trecento bersagli in risposta al lancio di razzi da parte dei gruppi armati palestinesi. Lo ha reso noto il portavoce dell'esercito Peter Lerner: "Abbiamo colpito 322 obiettivi nella notte a Gaza, portando a 750 il numero totale di bersagli colpiti dall'esercito dall'inizio dell'operazione 'Barriera protettiva'". Mercoledì due razzi sparati da Gaza hanno sfiorato la centrale nucleare israeliana di Dimona.

Secondo l'ultimo bilancio oltre settanta palestinesi sono rimasti uccisi in tre giorni di attacchi. Solo quattordici nella notte tra mercoledì e giovedì, nello stesso momento in cui a New York si svolgeva una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

La riunione è stata chiesta da palestinesi e Paesi arabi oltre che dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. "Gaza è sul filo del rasoio", ha avvertito Ban, evocando il rischio che la situazione "sfugga a qualsiasi controllo". Il segretario delle Nazioni Unite ha poi invitato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu a dare dimostrazione di "moderazione" e ha denunciato "le perdite civili a Gaza", pur senza condannare direttamente i raid israeliani.

"La nuova ondata di violenze - ha concluso Ban - aumenta il rischio di un’altra guerra vera e propria".

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