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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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India, si tratta per la liberazione del secondo italiano

Parla il leader dei maoisti: "Abbiamo rilasciato uno dei due italiani per ragioni umanitarie". Dopo la prigionia, Colangelo racconta: "Tra i rapitori anche una ragazzina minorenne"

"Sono finito senza colpe in una guerra non mia". Così Claudio Colangelo, l'italiano rilasciato ieri dai ribelli maoisti, racconta le drammatiche giornate di prigionia. Catturrato "lungo un fiumiciattolo mentre facevamo il bagno" insieme a Paolo Bosusco (nella foto), spiega di "non aver scattato nessuna foto compromettente, ma solo foto ricordo". Il ricercatore medico di Rocca di Papa (Roma) racconta di star bene.

I giorni della prigionia - Unica vera sofferenza "il caldo, una cosa veramente pesante". E in quanto ai suoi rapitori, ai taccuini di Repubblica Colangelo spiega di non aver mai avuto paura che finisse male: "i rapitori erano una ventina, armati con kalasnhnikov, pistole, fucili automatici. Erano dieci giorni che ci inciampavamo. I primi giorni i maoisti erano attenti, poi c'erano fucili dappertutto. Sono ragazzi, poverini. C'era perfino una ragazzina minorenne. Una cosa tristissima. Mi piange il cuore".

Attesa per Paolo Bosusco - Ora tutti i lavori di mediazione sono per la liberazione di Paolo Bosusco, l'altro ostaggio italiano rapito dai ribelli maoisti. Parlando ad alcuni giornali locali, il leader dei ribelli, Sabayaschi Panda, ha spiegato che Bosusco sarà libero "solo dopo che le autorità locali decideranno di prendere sul serio le nostre richieste. Abbiamo rilasciato uno dei due italiani per ragioni umanitarie. Non possiamo rilasciare l'altro fino a quando non abbiamo la sensazione che il governo dello Stato stia prendendo in seria considerazione le nostre richieste", ha detto Panda, secondo quanto si legge sul Daccan Chronicle.

I motivi del rapimento - Parlando dalla selva, il leader dei maoisti ha ribadito che i due italiani avrebbero scattato fotografie a donne indiane seminude. "Non abbiamo commesso alcun errore prendendo in ostaggio i turisti. I nostri valori culturali sono oggi in pericolo", ha spiegato Panda, additando le colpe ai diversi governi che si sono succeduti e che "hanno permesso agli stranieri di scattare le loro fotografie". Una situazione, ha commentato Panda, che per i maoisti resta inaccettabile. "Gli italiani non si sono sentiti colpevoli di avere scattato delle fotografie a donne indiane semi-nude. Ed hanno detto che non avrebbero nulla da ridire se qualcuno facesse delle foto a donne seminude in Italia. Ma noi maoisti siamo decisamente contrari a questo modo di agire". 

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