Sabato, 19 Giugno 2021
Mondo Libia

Libia, rapiti quattro cittadini italiani

Sono tutti dipendenti della ditta Bonatti di Parma. A riferirlo è la Farnesina con una nota ufficiale. Il rapimento è avvenuto a Mellitah, nei pressi dell'insediamento dell'Eni nel nord del Paese

Quattro italiani sono stati rapiti in Libia, nella zona di Mellitah, nei pressi del compound della Mellitah Oil and Gas, una controllata di Eni e Noc (National Oil Corporation, l’azienda nazionale libica) Lo rende noto la Farnesina con un comunicato ufficiale. Si tratta di dipendenti della società di costruzioni Bonatti di Parma.

CHI SONO I QUATTRO ITALIANI RAPITI

"L'Unità di Crisi si è immediatamente attivata per seguire il caso ed è in contatto costante con le famiglie dei connazionali e con la ditta Bonatti", si legge nella nota diffusa dal ministero degli Esteri. "Come noto in seguito alla chiusura dell'ambasciata d'Italia in Libia il 15 febbraio, la Farnesina aveva segnalato la situazione di estrema difficoltà del Paese invitando tutti i connazionali a lasciare la Libia".

Da Mellitah parte il gasdotto Greenstream, il più lungo d'Europa, gestito per tre quarti da Eni e per un quarto da Noc. Dall'azienda Bonatti fanno sapere in merito al rapimento dei 4 dipendenti nella zona di Mellitah che al momento sono in diretto contatto e coordinamento con le Autorità e con l’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri Italiano. Per ora vige il massimo riserbo sull'identità dei rapiti e sui loro compiti in Libia. Probabilmente si tratta di personale addetto al Mellitah Complex, enorme impianto che riceve ed eroga gas anche in Italia, per cui l'azienda di Parma ha un contratto per il General Maintenance Service e svolge ruoli  di manutenzione, programmazione, logistica, training del personale e assistenza alle operazioni.

DAI MEDIA LOCALI - I quattro italiani rapiti in Libia sarebbero stati "prelevati" la sera di ieri a Zuaia, città sotto il controllo delle milizie islamiste che appoggiano il governo di Tripoli, a Nord-ovest del Paese nordafricano, "mentre stavano rientrando dalla Tunisia", come riferisce l'agenzia di stampa locale "Afrigate". Per il corrisponente della tv satellitare panaraba "al Jazeera", il rapimento sarebbe opera di un gruppo di uomini armati "appartenenti un esercito tribale" locale ostile alle milizie Fajr Libia che appoggiano il governo islamico di Tripoli. Il giornalista cita una fonte militare, secondo il quale i "sequestratori potrebbero trovarsi nella zona di Mellitah" ad est della città dove sono stati prelevati i quattro italiani. Secondo la fonte di al Jazeera, "la zona dove sono stati sequestrati gli italiani è stata teatro negli ultimi mesi di tensioni tra l'esercito delle tribù e le forze di Fajr Libia". Si ritiene che le milizie tribali locali appoggino le forze del generale Khalifah Haftar, favorevoli al governo laico di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale.

IL PRECEDENTE - Nel 2011 circa 150 dipendenti della Bonatti rimasero temporaneamente bloccati alla frontiera tra Libia e Tunisia mentre tentavano di raggiungere l'aeroporto tunisino di Melita.

PARLA GENTILONI - A poche ore dal sequestro di quattro cittadini italiani in Libia, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che il governo "sta lavorando con l'intelligence. Dobbiamo concentrare gli sforzi per recuperarli e ci preoccupiamo di essere vicini ai familiari". "E' sempre difficile fare previsioni dopo poche ore, capire la natura e i responsabili" del sequestro, ha continuato il capo della Farnesina, "peraltro si tratta di una zona in cui ci sono precedenti" rapimenti. "Al momento ci concentriamo sul lavoro sul terreno per ottenere altre informazioni", ha detto il ministro ai microfoni di Sky24.

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