Sabato, 24 Luglio 2021
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Catalogna, l'attacco del Re (in tv). Barcellona, in 300mila contro le violenze della polizia

Il Re Felipe in diretta tv usa parole dure contro la Catalogna: "Slealtà inaccettabile". Puigdemont: "Avanti con indipendenza". Il ministro dell'Interno Juan Ignacio Zoido ha accusato le autorità catalane di "incitare alla ribellione". Scozia: "Intervento di Ue o Onu"

FOTO EPA/Susanna Saez

Una manifestazione pacifica con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone nel centro di Barcellona: questa la risposta della Catalogna alle violenze che hanno contraddistinto le operazioni di voto durante il referendum del primo ottobre in cui i catalani erano chiamati ad esprimersi per l'indipendenza della Catalogna

Il Re Felipe VI di Spagna ha parlato agli spagnoli alle 21:00 in un messaggio televisivo sulla situazione in Catalogna.

Il discorso del Re Felipe VI

re felipe VI-2C'è stato "un inaccettabile intento di appropriazione delle istituzioni storiche della Catalogna, queste autorità in maniera chiara si sono messe al margine del diritto e della democrazia, hanno voluto spezzare l'unità della Spagna" con una "condotta irresponsabile". Lo ha detto re Felipe di Spagna, nel suo discorso alla nazione sottolineando che le autorità catalane "hanno violato i principi democratici dello stato di diritto" con una "slealtà inaccettabile". "Voglio dire ai catalani che sono preoccupati per il comportamento delle autorità della Catalogna che non siete soli, avete la solidarietà di tutti gli spagnoli per difendere i vostri diritti", ha aggiunto il sovrano spagnolo.

Il sindaco di Barcellona Ada Colau ha definito il discorso "irresponsabile e indegno di un capo di stato". "Nessuna soluzione. Nessun accenno ai feriti. Nessun appello al dialogo. Un discorso irresponsabile, ha reagito su twitter, e indegno di un capo di stato".

Il presidente Carles Puigdemont ha convocato una riunione straordinaria del governo per decidere la strategia del 'dopo'. In teoria in base alla legge del referendum approvata in agosto dal Parlamento il prossimo passo dovrebbe essere la proclamazione dell'indipendenza. Una mossa che sarebbe una dichiarazione di guerra a Madrid. Con una risposta ancora più dura, fino alla sospensione dell'autonomia e del governo catalani, o anche l'arresto di Puigdemont.

L'ultima volta che il Re aveva fatto riferimento alla situazione catalana era il 13 settembre scorso a Cuenca, in occasione dei Premi nazionali della Cultura, scrive El Pais.

In quell'occasione re Felipe aveva indicato che la Costituzione "prevarrà su qualsiasi fallimento" della convivenza in democrazia e che "i diritti che appartengono a tutti gli spagnoli saranno preservati rispetto a coloro che sono al di fuori della legalità costituzionale e statutaria".

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