rotate-mobile
Mercoledì, 19 Gennaio 2022
SVIZZERA / Svizzera

La Svizzera dice basta ai compensi d'oro per i top manager

Passa con il 67,9% il referendum contro i super stipendi e i bonus milionari dei top manager. Il "papà" del referendum, l'imprenditore Thomas Minder, è raggiante: "Una bella dimostrazione di democrazia"

La Svizzera si pronuncia senza alcuna ambiguità contro i super stipendi e i bonus milionari dei top manager. Passa, tra l'altro con uno storico 67,9%, il referendum che era stato promosso in principio da un piccolo imprenditore (Thomas Minder, 52 anni, a capo di un’impresa familiare nel cantone di Sciaffusa e parlamentare conservatore indipendente) per limitare le "retribuzioni abusive" e bloccare liquidazioni d'oro per i dirigenti delle aziende quotate in borsa.

Il testo approvato con il referendum è un articolo costituzionale che dovrà essere tradotto in legge: riguarda per ora solo le società anonime svizzere quotate in borsa, all'interno delle quali saranno gli azionisti a decidere gli stiendi dei manager. La bozza riguarda solo le aziende svizzere quotate alla borsa nazionale o in quelle straniere: limita ad un anno il mandato dei membri del consiglio d’amministrazione, vieta alcuni tipi di compensi, compresi i bonus milionari quando gli executive lasciano le società. Vieta inoltre i bonus in caso di acquisizioni e vendita di parte del business. L’infrazione di tali disposizioni è sanzionata con pene detentive e pecuniarie.

Il governo elevetico era contrario al referendum e si era detto pronto a legiferare sul tema con una proposta meno drastica. Chi ha votato No sostiene che il nuovo testo "regala" alla Svizzera "il diritto degli azionisti più restrittivo al mondo". Ma il popolo svizzero si è espresso in maniera molto netta. Hanno suscitato clamore nel Paese le rivelaizoni sulle retribuzioni e liquidazioni da capogiro versate a dirigenti di numerose aziende a prescindere dai risultati economici conseguiti e in un periodo di crisi. Ad esempio a febbraio è stata promessa una buonuscita di 60 milioni di euro all’ex presidente del Cda della Novartis, Daniel Vasella. Dopo l'esplosione dello scabdalo vi ha rinunciato.  Avevano sollevato un aspro dibattito nell'opinione pubblica anche le somme guadagnate da altri top manager: i 12,5 milioni di franchi svizzeri per Severin Schwan, boss della Roche, gli 11,2 milioni (9 milioni di euro) di Paul Bulcke della Nestlé o i 10 milioni (8 milioni di euro) di Ernst Tanner, capo del gruppo cioccolatiero Lindt.

Il papà del referendum Minder, è raggiante: "Sono orgoglioso del popolo elvetico. Quella di oggi è stata una bella dimostrazione di democrazia. Una vittoria contro avversari potenti che hanno paventato terribili conseguenze economiche e occupazionali con campagne di stampa aggressive e tendenziose". Non ha avuto alcun successo la discesa in campo della Federazione svizzera delle imprese, Economiesuisse, che ha tappezzato il Paese di migliai di manifesti in cui l'approvazione del referendum veniva descritta come possibile inizio della "morte del modello svizzero".

Gallery

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Svizzera dice basta ai compensi d'oro per i top manager

Today è in caricamento