Lunedì, 15 Luglio 2024
Piani energetici / Regno Unito

La via britannica alle "emissioni zero" passa da 100 nuove licenze petrolifere

Rishi Sunak è in Scozia per annunciare un piano di stoccaggio del carbonio, ma conferma l'autorizzazione a nuove trivellazioni di petrolio e gas nel Mare del Nord. E si schiera dalla parte degli automobilisti

Nuove licenze petrolifere e sostegno agli automobilisti, anche se inquinano. Dopo la promessa di un Regno Unito ad "emissioni zero", il primo ministro Rishi Sunak si sta riposizionando rispetto agli impegni green assunti all'inizio del mandato, facendosi trascinare dall'ala di destra del suo partito, che lo sta spingendo ad un maggior pragmatismo anche in ottica elettorale. Il leader dei conservatori in Scozia ha ribadito l'impegno del Regno Unito in politiche legate all'abbattimento delle emissioni fossili finanziando un progetto da milioni di euro. Il viaggio si è però trasformato anche nell'occasione per annunciare cento nuove licenze petrolifere nel Mare del Nord. Al tempo stesso Sunak si sta mettendo di traverso rispetto ai piani dei consigli comunali che intendono limitare l'accesso ai cengtri urbani delle automobili, soprattutto quelle più inquinanti. L'obiettivo è quello di tracciare una linea di demarcazione tra il governo britannico e il piano dell'opposizione laburista di vietare nuovi progetti di petrolio e gas e limitare l'uso delle automobili. Non tutto il partito conservatore sembra però concordare con questa nuova linea.

Stoccaggio di carbonio finanziato dai petrolieri

Il gabinetto del primo ministro si era limitato a comunicare che Sunak avrebbe utilizzato il viaggio nell'Aberdeenshire per impegnarsi in politiche legate alla sicurezza energetica e al "net zero", cioè la cosiddetta neutralità carbonio. Al centro delle dichiarazioni del leader dei conservatori c'è stato l'annuncio del finanziamento di un programma di cattura e stoccaggio del carbonio nella regione, al fine di rispettare il suo impegno "zero netto" per il 2050.Al finanziamento del progetto parteciperà anche il gigante petrolifero Shell. Si tratta di un'iniziativa già molto discussa, dato che inizialmente il piano era venuto meno quando altri due siti erano stati scelti per la sua realizzazione nel 2021, uno a Humber e Teesside e l'altro a Liverpool Bay.

Nuove trivellazioni

Un annuncio di Downing Street affermava che Sunak avrebbe "confermato che la Scozia continuerà a essere in prima linea nei piani del governo britannico per rafforzare la sicurezza energetica a lungo termine del Regno Unito", senza fornire ulteriori dettagli. Già secondo le indiscrezioni diffuse dal quotidiano Times, il primo ministro avrebbe sfruttato in realtà il viaggio per annunciare che il governo rilascerà 100 licenze per le aziende che vogliono estrarre petrolio e gas dal Mare del Nord. Il giornale britannico aveva rivelato che il capo del governo avrebbe incontrato "persone e aziende chiave del settore energetico", andando a delineare delle politiche in grado di garantire la sicurezza energetica del Paese. E così è stato. Stamattina Sunak ad un programma radiofonico della Bbc ha difeso le nuove licenze per petrolio e gas come "la cosa giusta da fare", aggiungendo: "Anche quando raggiungeremo lo zero netto nel 2050, un quarto del nostro fabbisogno energetico proverrà ancora da petrolio e gas e la produzione interna di gas ha circa un quarto o un terzo dell'impronta di carbonio del gas importato.

Riconquistare gli scozzesi

Quella di Sunak è una visita relativamente rara in Scozia, dove i conservatori non riscuotono molto successo nelle urne né nell'animo di quella parte della popolazione favorevole all'indipendenza. Il primo ministro ne vuole approfittare per attaccare i piani del partito Labour sull'energia. Il leader dell'opposizione Keir Starmer, nella speranza di riconquistare una serie di seggi scozzesi, si è impegnato a vietare le trivellazioni per nuovi progetti di petrolio e gas nel Mare del Nord. Ha promesso comunque che i pozzi esistenti rimarranno operativi per il futuro, ma saranno oggetto nei suoi piani di ingenti investimenti nelle tecnologie verdi, in modo tale da creare nuovi posti di lavoro.

Vulnerabilità energetica

Gruppi ambientalisti e scienziati hanno affermato che la fine dei nuovi progetti sui combustibili fossili è vitale per raggiungere gli obiettivi net zero promessi. Sunak e i suoi ministri sono di parere opposto, ritenendo che la totale rinuncia comporterebbe una vulnerabilità energetica che il Regno Unito non può permettersi. Il Partito Nazionale Scozzese (Snp) ha accolto con favore gli investimenti nella cattura e nello stoccaggio del carbonio, al tempo stesso ha bisogno di rassicurazioni dopo che il progetto Acorn è rimasto in sospeso dal 2021. "Non possono esserci più promesse non mantenute o ritardi. Ora è il momento di sfruttare il potenziale di energia verde della Scozia", ha dichiarato alla stampa britannica Stephen Flynn, leader del Snp. I Verdi scozzesi, che sono partner di governo del Snp, temono però che gli investimenti per lo stoccaggio di carbonio vengano usati come giustificazione per ulteriori trivellazioni nel Mare del Nord.

Dalla parte dei guidatori

L'altra mossa di Sunak per riconquistare l'elettorato britannico è quella di schierasi "dalla parte dei conducenti", annunciando un'offensiva contro i piani che stabiliscono zone a basso inquinamento in tutto il Paese, come quella prevista dal sindaco laburista di Londra Sadiq Khan. In un'intervista al Sunday Telegraph, Sunak ha spiegato di aver chiesto al Ministero dei Trasporti di intraprendere una revisione approfondita dei progetti delle città britanniche che prevedono "zone a basse emissioni". Questi piani prevedono l'installazione nei quartieri di telecamere, fioriere giganti e dissuasori per tenere lontane le automobili. I sindaci intendono così limitare l'accesso al traffico nei centri urbani o nei quartieri residenziali. "La stragrande maggioranza delle persone in questo Paese usa le proprie auto per spostarsi e dipende da loro. Quando ho la fortuna di tornare a casa nel North Yorkshire, vedo bene come vive la maggior parte del Paese, dove le auto sono importanti", ha affermato Sunak nell'intervista, accusando i laburisti di essere "contro chi guida". "Voglio solo assicurarmi che le persone sappiano che sono dalla loro parte sostenendo l'uso delle loro auto per fare tutto ciò che interessa loro", ha dichiarato al Sunday Telegraph.

Missione: recuperare nei sondaggi

La posizione di Sunak fa seguito alla vittoria dei conservatori di un'elezione suppletiva alla Camera dei Comuni di Uxbridge, un sobborgo di Londra, dove la popolazione ha bocciato i piani del sindaco della capitale, il laburista Sadiq Khan, di estendere la zona a basse emissioni. L'ala più di destra del partito conservatore ha incoraggiato il primo ministro a rivedere i piani del governo per raggiungere le emissioni zero. L'ala "verde" del suo stesso partito risulta però scettica rispetto a questo posizionamento. L'opposizione laburista, che al momento rimane in vantaggio nei sondaggi nazionali, ha definito l'annuncio di Sunak "propaganda", chiedendo di lasciare le decisione sulle zone a basse emissioni una prerogativa dei consigli comunali anziché del governo. Duro l'attacco sferrato da Ed Miliband, uno dei politici più influenti tra i laburisti nonché "segretario ombra" sulle questioni climatiche. "Ogni famiglia e azienda sta pagando il prezzo, in bollette energetiche più elevate, di 13 anni di politica energetica Tory fallita", ha dichiarato al Guardian, proseguendo: "È assurdo che, avendo lasciato questo Paese così esposto, il partito conservatore chieda al pubblico di credere di poter riparare i suoi errori".

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