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Mercoledì, 29 Maggio 2024
La stretta / Regno Unito

Il Regno Unito tira dritto sul piano per deportare i migranti in Ruanda

Approvato definitivamente il contestato Illegal Migration Bill che ora attende solo il passaggio formale della firma del re. Ma il provvedimento è ancora bloccato da una dura battaglia legale

Londra non sembra intenzionata a tirarsi indietro rispetto alla contestata riforma per combattere l'immigrazione irregolare che dispone, tra le altre cose, la deportazione dei richiedenti asilo in Ruanda. L'Illegal Migration Bill è sopravvissuto ai tentativi di modifica della Camera dei Lord, che ha ceduto su cinque emendamenti correttivi dopo che la Camera dei Comuni, dove i conservatori hanno una maggioranza schiacciante, aveva già respinto in precedenza un'altra ventina di modifiche concepite per alleggerire il testo.

Ora non resta che il passaggio del Royal Assent, ossia la controfirma del re in veste di capo dello Stato, passaggio automatico e scontato nonostante le critiche espresse a suo tempo in privato secondo i media dallo stesso attuale sovrano, Carlo III, pochi mesi prima dell'ascesa al trono.

Il piano di deportazione dei richiedenti asilo è stato criticato da alcuni politici dell'opposizione, avvocati e gruppi per i diritti civili come disumano, crudele e inefficace. Il capo delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha dichiarato che l'approvazione della legge solleva "preoccupazioni legali molto serie" e crea "un precedente preoccupante per lo smantellamento degli obblighi legati all'asilo" che altri Paesi potrebbero seguire.

Nonostante l'approvazione definitiva è improbabile che i voli di deportazione verso il Ruanda inizino al più presto l'anno prossimo e dipenderanno ancora da una sentenza della Corte Suprema sulla loro legalità nel corso dell'anno. Il provvedimento impedirà di chiedere asilo a chiunque entri nel Regno Unito in maniera irregolare, obbligando legalmente il Ministro degli Interni a trattenerlo e a deportarlo nel suo Paese d'origine o in un Paese terzo sicuro, come il Ruanda.

L'anno scorso Londra ha concluso un accordo iniziale di 140 milioni di sterline (160 milioni di euro) con il Paese dell'Africa orientale, ma la politica è stata bloccata dai giudici dopo alcuni ricorsi. Inviare i richiedenti asilo in Ruanda costerà circa 170mila sterline a persona (quasi 200mila euro), secondo le stime del governo britannico. Il primo volo di deportazione previsto per il Ruanda è stato bloccato un anno fa da una sentenza dell'ultimo minuto della Corte europea dei diritti dell'uomo. È iniziata allora una battaglia legare con l'ultima sentenza che risale allo scorso 29 giugno quando la Corte d'Appello di Londra ha ribaltato una sentenza favorevole al provvedimento della Corte Suprema. Il governo del premier Rishi Sunak ha fatto nuovamente ricorso e la palla torna di nuovo ai giudici supremi.

La nuova legislazione è il centro del progetto del governo di impedire ai richiedenti asilo di compiere la pericolosa traversata dalla Francia alla costa meridionale dell'Inghilterra a bordo di piccole imbarcazioni. L'anno scorso, un numero record di 45.755 persone è arrivato sulle coste inglesi attraverso la Manica, principalmente dalla Francia. Quest'anno ne sono già arrivate più di 12mila, un tasso simile a quello del 2022.

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