Sabato, 27 Febbraio 2021
Elezioni Usa 2020 / Stati Uniti d'America

Come un impiegato della Pennsylvania potrebbe essere decisivo per le elezioni Usa

Ha dichiarato che ci sono stati brogli negli scrutini in Pennsylvania. Secondo il Washington Post avrebbe anche ritrattato ma lui ha smentito. Con il plauso del tycoon

Si chiama Richard Hopkins, è un impiegato delle poste e potrebbe decidere il destino delle elezioni Usa 2020. La sua storia sembra essere stata scritta dallo sceneggiatore di “House of Cards” e logicamente in un “drama” americano così intrigato non può mancare il Washington Post. Ma partiamo dall'inizio. All'indomani delle elezioni l'impiegato aveva lanciato accuse gravissime. Secondo la sua testimonianza un dirigente delle poste di Erie in Pennsylvania aveva chiesto ai suoi impiegati di retrodatare i voti arrivati per corrispondenza dopo l'Election day. Una vera e propria bomba e un'accusa che se confermata avrebbe delle ricadute sulla controversa sfida tra il presidente eletto Joe Biden e l'uscente Donald Trump.

L'inchiesta federale 

Immediatamente i repubblicani hanno ritenuto credibile la sua testimonianza che è stata registrata con una dichiarazione giurata. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ne ha fatto oggetto di una lettera inviata al dipartimento di Giustizia nella quale si chiedeva di aprire un'indagine federale. Uno scenario che permetterebbe alla controversia di uscire dalle maglie statali e raggiungere l'obiettivo finale dei repubblicani di arrivare alla Corte Suprema Federale. Il procuratore generale William Barr ha aperto l'inchiesta dando mandato ai suoi procuratori di indagare sulle ipotesi di irregolarità e frodi elettorali. Nelle ultime ore poi il primo colpo di scena. Ieri 10 novembre il Comitato di sorveglianza della Camera ha annunciato che Hopkins avrebbe ritrattato la sua accusa. Il condizionale è d'obbligo visto l'evolversi della vicenda ma la notizia viene data in giornata dal Washington Post. Secondo il quotidiano, che cita tre funzionari a conoscenza del caso, l'impiegato avrebbe ritrattato le accuse di brogli effettuati in Pennsylvania. La ritrattazione sarebbe avvenuta agli investigatori intervenuti su richiesta del servizio delle Poste.

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Il video: “Non ho ritrattato”

Immediatamente dopo l'uscita dell'articolo arriva il secondo colpo di scena. In un video postato su Youtube e poi ripreso anche dal profilo Twitter della Ong conservatrice “Project Veritas”, Hopkins dichiara di non aver mai ritrattato le sue accuse e anzi ne muove di nuove nei confronti degli investigatori federali che si stanno occupando del caso. Secondo la sua nuova ricostruzione sarebbe stato interrogato senza il suo avvocato e gli investigatori avrebbero provato a estorcergli una ritrattazione e l'avrebbero costretto a firmare un nuovo documento. Inoltre a sostegno di questa sua rivelazione avrebbe anche un audio registrato grazie a un microfono che avrebbe indossato su suggerimento proprio della Ong Project Veritas che si sta occupando del caso. Nel video ripete di non aver mai ritrattato e di voler andare avanti con le sue dichiarazioni. Un'intenzione che è stata applaudita anche dal presidente uscente che ha postato il video di Hopkins in cui dice di voler andare avanti. “Un patriota coraggioso. Sempre più persone si stanno facendo avanti per denunciare queste elezioni truccate” ha twittato Trump deciso a continuare nella propria campagna di delegittimazione del voto del 3 novembre.

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