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Domenica, 14 Aprile 2024
Rio de Janeiro / Brasile

E' guerra in Brasile per i Mondiali di calcio

Ottocento poliziotti, con l'appoggio di cingolati ed elicotteri, hanno fatto irruzione nelle due favelas 'del crack'. Polemiche le ong: "Al governo interessa solo liberare la città per Mondiali e Olimpiadi"

Ottocento poliziotti per 'riconquistare' due favelas di Rio de Janeiro: Jacarezinho e Manguinhos. Appena dieci minuti di vera e propria guerriglia urbana. E così il Batalhão de Operações Policiais Especiais (Bope) gruppo di intervento speciale della polizia militare di Rio, diventato famoso nel mondo grazie al film 'Tropa de Elite', ha preso il controllo di due agglomerati di favelas tra le più violente di Rio de Janeiro e che da sole contano circa 75mila abitanti.

Qui la polizia installerà in maniera permanente un presidio composto da unità specializzate nella 'bonifica' delle favelas. Un'operazione che si inserisce in quel processo di 'ristrutturazione' della città che nel 2014 ospiterà i Mondiali di calcio e, due anni più tardi, nel 2016, le Olimpiadi.

SCONTRO MONDIALE E OLIMPICO. Ed è proprio qui che si inserisce lo "scontro etico" tra le ong e il governo: "Il governo brasiliano per anni ha accettato che le favelas diventassero luogo di transito per la droga, dalle mani dei poveri alle tasche dei ricchi" hanno denunciato con una conferenza stampa 'post blitz' i responsabili dell'organizzazione 'Observatorio de favelas'. Ma il governo di Rio "ha accettato senza problemi questa situazione". E ora che a ridosso dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi "è necessario un volto pulito e 'occidentale' di Rio, ecco i blitz in cui giovani corrieri vittime dei narcos e dei 'ricchi' di Rio vengono arrestati, distruggendo così anni di lavoro di integrazione culturale e sociale per le famiglie vittime del business della droga".

Rio de Janeiro, è guerra nelle favelas (Foto O Globo)

I BLITZ. La zona di intervento è quella a nord della metropoli carioca. Un luogo di povertà e disperazione in cui comandano i 'signori della droga'. O meglio, comandavano. L'operazione del Bope, condotta all'alba di domenica 14 ottobre, è stata seguita nella serata di domenica con l'arresto di Rodrigo Belo Ferreira, 30 anni, famoso come 'Rodrigao'.

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"Rodrigao era il nuovo capo dello spaccio di droga nella favela di Rocinha, nella zona sud di Rio" hanno spiegato i responsabili della sicurezza di Rio de Janeiro. Domenica mattina, poco prima delle 5, i circa 800 agenti e membri delle forze speciali della polizia militare, accompagnati da elicotteri dell'Esercito e da blindati della Marina, hanno occupato cinque baraccopoli, finora controllate dai narcotrafficanti: oltre a Manguinhos e Jacarezinho, Mandela 1 e 2, e Varginha. 

Rio de Janeiro, il blitz a "cracolandia" (Foto O Globo)

LA FUGA DEI NARCOS. A quanto si apprende, e come accaduto in altre operazioni di questo tipo, sempre state annunciate in anticipo proprio per cercare di evitare confronti a fuoco, i narcos sono fuggiti prima dell'irruzione dei soldati. Per ostacolare il raid, dentro gli strettissimi vicoli delle 'favelas', i narcotrafficanti avevano innalzato barricate di cemento, che sono però state demolite grazie all'uso di scavatrici meccaniche. 

LA PATRIA DEL CRACK. Nella sola favelas di Jacarezinho, la maggior ''cracolandia'' della città - dal nome dato ai quartieri dove si vende e consuma il crack, un derivato della cocaina altamente tossico - sono stati fermati e condotti alle comunità di recupero oltre 110 tossicodipendenti.

Dopo la 'pacificazione' dei complessi di Penha e Alemao - a seguito di uno spettacolare blitz, avvenuto nel novembre 2010, che costrinse decine e decine di banditi a una precipitosa fuga, ripresa dalle telecamere di mezzo mondo - Manguinhos e Jacarezinho erano diventate il principale nascondiglio dei trafficanti della regione. In particolare, erano state scelte come nuovo quartier generale dagli appartenenti alla temuta fazione criminale 'Comando Vermelho', nota per la brutalità e la spregiudicatezza delle azioni. La zona, infatti, era considerata così pericolosa da essere ribattezzata la 'Striscia di Gaza' carioca, per via degli intensi e ripetuti confronti tra poliziotti e banditi. 

IL POST BLITZ. Ora, anche su questo territorio verranno montate le 'Upp', Unità di polizia pacificatrice, ideate come speciali caserme permanenti. Attualmente, a Rio sono state installate in tutto 28 Upp. L'occupazione delle 'favelas' di Rio da parte di soldati e agenti speciali è iniziata alla fine del 2008 nell'ambito della strategia di sicurezza messa in pratica dal governo locale in vista dei Mondiali del 2014 e delle Olimpiadi del 2016. La politica di 'recupero' delle baraccopoli carioca iniziò dal ''morro'' (collina) Dona Marta, a Botafogo, il 19 dicembre 2008. 

DA PATRIA DELLA DROGA AD AFFARE IMMOBILIARE. L'effetto dell'operazione venne avvertito immediatamente: il valore degli immobili aumentò sensibilmente, i residenti della comunità locale iniziarono a elogiare la polizia - che prima era vista come nemica - e la zona, che fino ad allora era ritenuta inaccessibile, magicamente divenne un apprezzato 'point' turistico, poi scoperto anche dagli stranieri.

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