Lunedì, 10 Maggio 2021
Parità / Cina

Il marito dovrà pagare la ex moglie per i lavori domestici: sentenza storica in Cina

Secondo il nuovo codice civile da poco entrato in vigore, nei casi di divorzio è possibile richiedere un risarcimento quando uno dei coniugi è stato “gravato da doveri aggiuntivi per l'educazione dei figli, cura degli anziani”, o ha assistito l'altro coniuge nel suo lavoro. Il dibattito sui social

Poco più di seimila euro per cinque anni di lavori domestici non pagati, all'incirca un migliaio euro all’anno. Non è una gran cifra, ma la sentenza recentemente emessa da un tribunale di Pechino in un caso di divorzio è stata salutata come "storica": un giudice infatti ha ordinato a un uomo di versare all’ex moglie 50mila yuan a titolo di indennizzo per i lavori domestici che la donna ha svolto durante il loro matrimonio, oltre a 2mila 7uan al mese di alimenti.

Effetto del nuovo codice civile entrato in vigore il mese scorso nella Repubblica popolare cinese, grazie al quale è possibile in caso di divorzio chiedere un risarcimento al proprio partner se la persona in questione è quella che si è fatto carico principalmente dei lavori di cura, dalle faccende domestiche non pagate all'educazione dei figli e all'assistenza ai genitori anziani. Il codice stabilisce che la coppia possa accordarsi sulla cifra da versare, ma qualora non si dovesse raggiungere un'intesa è facoltà del tribunale definire l’importo. E questo è quello che è successo nel caso di Chen v. Wang.

Secondo quanto ricostruito durante la causa di divorzio, nei loro cinque anni di matrimonio il signor Chen ha lasciato che fosse la signora Wang ad occuparsi in maniera esclusiva del figlio mentre lui andava a lavorare e non si è mai interessato né ha partecipato in alcun modo alla gestione della casa.

L'anno scorso il signor Chen ha chiesto il divorzio da Wang e il caso è finito in tribunale. La donna all’inizio non voleva il divorzio, poi ha accettato e ha richiesto la divisione dei beni di proprietà comune. Generalmente in caso di divorzio vengono divisi tra gli ex coniugi solo i beni definiti “tangibili”, una categoria all'interno della quale non rientrano i lavori domestici, ed era possibile richiedere un risarcimento soltanto in presenza di un accordo pre-matrimoniale (pratica assai rara in Cina).

Il giudice che ha presieduto il caso, Feng Miao, ha spiegato che la sua decisione è stata presa in base all’articolo 1088 del nuovo codice civile, il quale stabilisce che “quando un coniuge è gravato da doveri aggiuntivi per l'educazione dei figli, cura degli anziani, o che assiste l'altro coniuge nel suo lavoro, detto coniuge ha il diritto di chiedere un risarcimento in caso di divorzio nei confronti dell'altra parte e l'altra parte deve risarcire il dovuto”. 

In Cina tribunale impone al marito di risarcire l'ex moglie per i lavori domestici: il dibattito sui social

Han Xiao, un avvocato dello studio legale Bejing Kangda, ha spiegato al Global Time che la vicenda in questione “è probabilmente il primo caso a sostegno del risarcimento del lavoro domestico in caso di divorzio (nella Cina continentale)” e che rappresenta comunque un buon punto di partenza per un miglioramento della parità di genere nella Repubblica popolare, anche se ancora c’è molto da fare. La materia è comunque controversa, come hanno fatto notare altri avvocati, in quanto sembra essere comunque difficile quantificare la mole del lavoro domestico, oltre al fatto che ogni famiglia è diversa dalle altre, con ciascuna il proprio equilibrio. 

Il Guardian ha riportato i dati dell’istituto nazionale di statistica cinese secondo cui nel 2016 le donne sposate hanno trascorso più del doppio del tempo impegnate nei lavori domestici rispetto ai loro mariti (un dato in crescita rispetto agli ultimi dati registrati nel 1996). Con un sondaggio online il settimanale Phoenix Weekly ha chiesto l’opinione degli utenti sul verdetto e quasi il 94% ha risposto che era sì giusto ma non sufficiente. 

Il verdetto ha scatenato in Cina un animato dibattito sui social, tra chi ha sottolineato l’importanza di questa decisione e chi ritiene invece che i 50mila Yuan stabiliti dal tribunale non siano sufficienti (una addetta alle pulizie in sei mesi prenderebbe più di questa cifra a Pechino, è uno degli esempi citati). C’è poi chi ha invitato le donne a cercare una “via d’uscita” ed essere indipendenti, non rinunciando al lavoro dopo il matrimonio, e chi ha sottolineato che, a prescindere da tutto, gli uomini dovrebbero partecipare di più alla gestione della casa e fare la loro parte.

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