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Martedì, 16 Aprile 2024
La svolta / Turchia

Cambia il vento in Turchia: storica sconfitta per Erdogan

I socialdemocratici del Chp hanno conquistato Istanbul, Ankara e varie altre grandi città nell'importante tornata di elezioni amministrative: cosa succede adesso

Epocale sconfitta per Erdogan alle elezioni amministrative in Turchia. Il presidente ha ammesso la vittoria dell'opposizione alle municipali. Ed è una vittoria storica. "Non abbiamo ottenuto ciò che volevamo", ha commentato il presidente a tarda sera. I socialdemocratici del Chp hanno conquistato Istanbul, Ankara e varie altre grandi città, secondo i dati preliminari. La proclamazione dei risultati finali è attesa per oggi. Il leader d'opposizione Ozel parla di evento "storico".

Ampia vittoria dell'opposizione laica in Turchia

L'opposizione turca ha inflitto al partito conservatore Akp (Islam "moderato") del capo dello Stato la peggiore debacle elettorale degli ultimi vent’anni. Il partito Chp (socialdemocratici) ha ottenuto la vittoria a Istanbul e Ankara, le due città più grandi della Turchia, ma anche in molte altre, come Bursa, un grande centro industriale nel nord-ovest in cui il partito di Erdogan governava dal 2004. Dalla sede del suo partito ad Ankara e davanti a una folla silenziosa, il presidente turco ha promesso di "rispettare la decisione della nazione".

"Gli elettori hanno scelto di cambiare il volto della Turchia", dice il leader del Chp Ozgur Ozel. Oltre a Izmir (ovest), terza città del paese e roccaforte socialdemocratica, e Antalya (sud), dove i sostenitori dell'opposizione hanno iniziato a festeggiare la vittoria nelle strade, il principale gruppo di opposizione ha ottenuto una svolta spettacolare in Anatolia.

Non era una tornata elettorale "minore": Erdogan, 70 anni, di cui 21 al potere, nelle scorse settimane ha investito tutto il suo impegno nella campagna, soprattutto a Istanbul, di cui era sindaco negli anni '90. Ma l’impegno del capo dello Stato, che all'inizio di marzo aveva annunciato che queste elezioni sarebbero state "le sue ultime", non è bastato.

La debacle c'è, è pesante, ma non è totale. L'Akp resta in testa in alcune grandi città dell’Anatolia (Konya, Kayseri, Erzurum) e del Mar Nero (Rize, Trabzon), roccaforti del presidente Erdogan, mentre il partito filo-curdo Dem si è assicurato un comodo vantaggio in diverse grandi città nel sud-est a maggioranza curda, tra cui Diyarbakir, la capitale informale dei curdi turchi.

Cosa cambia adesso

Erdogan ha goduto di spazio illimitato sulla televisione pubblica nel corso della campagna elettorale, a discapito dei suoi avversari. Ora la sconfitta avrà gravi conseguenze.  I risultati rappresentano un duro colpo per lui soprattutto a Istanbul: sperava di riprendere il controllo delle città meno di un anno dopo aver rivendicato un terzo mandato come presidente.

Ha condotto la campagna soprattutto per vincere a Istanbul, dove è cresciuto. Ma Ekrem Imamoglu, che ha vinto per la prima volta le amministrative in città nel 2019, ha ottenuto la riconferma per l’opposizione laica. Proprio lui, per molti osservatori, avrà la strada spianata verso le presidenziali del 2028. Il capo dello Stato con tono dimesso ha parlato di "quattro anni di lavoro" avanti a sé, un modo per escludere la possibilità di elezioni anticipate. In molti pensavano che una larga vittoria di Erdogan lo avrebbe incoraggiato a rivedere la costituzione in modo da poter ricandidarsi nel 2028. Dopo una sconfitta così "drammatica" sembra un'ipotesi molto improbabile.

Solo elezioni locali? Non proprio

Solo elezioni locali? Non proprio. Circa 61 milioni di turchi hanno potuto partecipare alle elezioni di domenica e più di un milione di giovani elettori hanno votato per la prima volta. L'affluenza alle urne è stata stimata superiore al 77% nelle 81 province del Paese. Vincere a Istanbul per l'opposizione è una svolta. Istanbul ospita un quinto della popolazione turca: chi amministra la città, controlla più o meno indirettamente una parte significativa dell'economia turca, tra cui commercio, turismo e finanza.

Dopo che il 99 per cento delle schede è stato scrutinato, il Chp ha raggiunto il 37,7%, battendo per la prima volta la formazione del presidente Recep Tayyip Erdogan, l'Akp, che ha ottenuto il 35,4%, segnando uno dei risultati più bassi della sua storia politica.

Erdogan (Foto Ap / LaPresse)

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