Lunedì, 26 Luglio 2021
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Macron o Le Pen: la Francia al voto e l'Europa alla prova

Uno è il paladino dell’Europa, l’altra è la madame che dall’Europa vorrebbe uscirne. Il ballottaggio tra Macron, candidato del polo centrista "En Marche!", e Le Pen, leader del Front National, vale molto di più delle presidenziali francesi. Vale il destino della Francia nell’Unione europea

ANSA/AP Photo/Bob Edme

Urne aperte in Francia per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, con cui gli elettori sono chiamati a scegliere, fra Emmanuel Macron e Marine Le Pen, chi sarà il nuovo capo dello Stato, il successore di Francois Hollande. I seggi resteranno aperti fino alle 19, fino alle 20 a Parigi e in alcune delle maggiori città.

Sempre alle 20 saranno diffusi i primi exit-poll. Ma la radio tv pubblica belga Rtbf cita intanto exit-poll di "tre istituti" di sondaggi, secondo i quali Macron sarebbe in testa con oltre il 60% dei voti. Sempre secondo quanto riporta Rtbf, Macron otterrebbe tra il 62 e il 64%i. Le Pen sarebbe quindi al di sotto del 40%, la soglia indicata da alcuni osservatori come un buon risultato per il Front National. Sono comunque tendenze non ufficiali da considerare con prudenza.

E’ finita dunque l’attesa e dalle 8 di questa mattina sono iniziate le operazioni di voto. Gli ultimi sondaggi prima del silenzio elettorale davano in ampio vantaggio il candidato centrista e leader del movimento "En Marche!" con il 62% dei voti e la leader del partito di estrema destra Front National distanziata, al 38%. Per questo secondo turno delle presidenziali, a cui per la prima volta non partecipano esponenti delle due grandi famiglie politiche francesi (socialisti e gollisti), si prevede una forte astensione, che potrebbe influire sul dato finale del voto e sul prossimo appuntamento elettorale, le legislative di giugno.

L'affluenza alle urne per il ballottaggio delle presidenziali in Francia alle 17 segna un netto ribasso rispetto al primo turno: ha votato il 65,3% degli aventi diritto, contro il 69,4%. Nel ballottaggio del 2012, invece, aveva votato il 70,59%. Lo riferisce il ministero degli Interni francese.

Paura al Louvre per un pacco sospetto: area evacuata

La tensione nel Paese è alta, a conclusione di una campagna elettorale dai toni durissimi, scandita da continue accuse tra i due campi opposti. Ieri, giornata di silenzio elettorale, la notizia di un “massiccio e coordinato” attacco hacker ai danni della campagna elettorale di Macron ha alzato ulteriormente il livello di allerta.

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Inoltre, è la prima volta che l’elezione del presidente si tiene in regime di stato d’emergenza, instaurato dopo gli attentati di novembre 2013, rivendicati dai jihadisti dello Stato islamico. Dal 2015 sono 239 le persone morte in attentati di matrice islamista. E proprio alla vigilia del voto l’Isis ha esortato, nell’ultimo numero della sua rivista ‘Rumiyah’ , a colpire i candidati e i seggi.
 

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