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Martedì, 18 Gennaio 2022
MALI / Mali

Mali, la ritirata "tattica" dei jihadisti sull'altopiano inespugnabile

I militanti islamisti stanno facendo una ritirata tattica sull’inespugnabile altipiano degli Ifoghas. Le guerra in Mali è tutt'altro che vicina alla conclusione

Le cronache dal fronte raccontano di una guerra in cui non si combatte. Le forze francesi e l’esercito del Mali hanno agevolmente riconquistato Gao a Timbuctù, le due roccaforti islamiste, "senza sparare un colpo". Gli islamisti non si oppongono militarmente, indietreggiano. Un’avanguardia dell’esercito maliano ha raggiunto Kidal, ultima città da liberare, nell’estremo nord-est. Due movimenti dei tuareg, molto forti a Kidal, sperano ancora in un accordo politico con Bamako. I tuareg, prima che i jihadisti prendessero il controllo dell'insurrezione maliana, si erano armati per l’autonomia, se non l’indipendenza, dell’Azawad, la zona desertica del Mali. Il Presidente Traoré conferma di essere disponibile a trattare con gli autonomisti tuareg, a condizione che rinuncino alle pretese territoriali.

I PUNTI CHIAVE DELLA GUERRA

Non è il caso quindi di abbandonarsi a facili entusiasmi. Il primo obiettivo dei francesi è impedire le rappresaglie contro i tuareg e i commercianti arabi (si segnalano infatti decine di esecuzioni sommarie); il secondo è stanare i militanti jihadisti che si sono rifugiati secondo le ultime informazioni sull’inespugnabile altipiano degli Ifoghas, il massiccio montuoso che era diventato anche attrazione turistica negli ultimi anni. L'inviato del Nouvel Observateur spiega che la conquista dei grandi centri abitati è la prima fase della guerra, "ma ora ne inizierà un’altra, un deserto di 220 mila chilometri quadrati da controllare", il rifugio dei jihadisti.

Il presidente francese Francois Hollande ha sempre chiarito che l'obiettivo di Parigi è "sradicare al Qaida". Buoni propositi che si sono scontati con la realtà dei fatti e con la quotidianità e i costi della guerra, al punto che il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, s'è affrettato a dire che la fine dell’operazione francese in Mali è una questione di "settimane". La Francia è al bivio. Sì, numerosi paesi garantiscono un supporto logistico ma nessuno ha voglia di partecipare in prima linea a questa guerra.  

I militanti islamisti secondo gli esperti di questioni nordafricane stanno semplicemente facendo una ritirata tattica e nelle prossime settimane si affideranno soprattutto ad azioni terroristiche. "Hanno fatto rifornimenti di “viveri, munizioni, medicine, pick-up, 4x4 e camion”, scrive Nouvel Observateru e hanno riempito cisterne di benzina per potersi muovere nel deserto.

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