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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il rush finale / Turchia

Il rivale di Erdogan crede nella vittoria, e denuncia interferenze di Mosca

Il ritiro di uno dei quattro candidati in corsa ha aumentato le possibilità di Kilicdaroglu, dato in vantaggio nei sondaggi, di arrivare almeno al ballottaggio: "Sostituiremo il governo autoritario"

A tre giorni dal voto dei turchi per le cruciali elezioni presidenziali e parlamentari, le possibilità del presidente Recep Tayyip Erdogan di assicurarsi una facile vittoria hanno subito un colpo ieri, quando uno dei suoi tre sfidanti ha abbandonato la corsa. La mossa potrebbe avvantaggiare l'unico reale concorrente di Erdogan, il laico e repubblicano Kemal Kilicdaroglu, principale candidato dell'opposizione, che ha denunciato però tentativi di interferenza nella campagna elettorale da parte della Russia di Vladimir Putin.

A rinunciare alla competizione è stato Muharrem Ince, politico che si prevedeva avrebbe avuto percentuali a una cifra, ma i cui voti secondo gli analisti andranno con maggiori probabilità a Kilicdaroglu, che guida una colazione di sei partiti dell'opposizione, piuttosto che al presidente uscente. Questo fa aumentare le possibilità che domenica 14 maggio nessuno arrivi a una maggioranza superiore al 50 percento e che si vada quindi a un decisivo ballottaggio il prossimo 28 maggio.

Erdogan può davvero perdere le elezioni?

E oggi Kilicdaroglu, leader dei Repubblicani Chp e candidato di una coalizione di sei partiti, ha dichiarato di avere prove concrete della responsabilità della Russia nella diffusione di contenuti online "profondamente falsi" in vista delle elezioni di domenica, pur non precisando quali fossero questi contenuti. Mosca è stata accusata in passato di essersi intromessa in elezioni estere, anche nelle elezioni degli Stati Uniti, cosa che nega e ha negato anche in questa circostanza.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che le persone che hanno riferito tali accuse a Kilicdaroglu sono dei bugiardi e che la Russia apprezza enormemente i suoi legami con la Turchia. Nel suo ufficio ad Ankara, Kilicdaroglu, che è in vantaggio su Erdogan nella maggior parte dei sondaggi, ha ribadito la sua fiducia nel fatto che domenica "sostituirà un governo autoritario". In passato però più volte le predizioni degli analisti sono state smentite dai risultati reali alle elezioni.

Ieri il principale indice azionario turco è salito, mentre i credit default swap sono scesi. Kilicdaroglu ha dichiarato che i guadagni degli asset del Paese indicano che i mercati credono che la sua alleanza vincerà domenica. "Abbiamo già visto che c'è un sollievo all'interno e all'esterno del Paese perché è diventato chiaro che sarò eletto presidente", ha detto il leader dell'opposizione, aggiungendo che questo era dovuto alla fiducia dei mercati che la sua alleanza avrebbe governato il Paese con politiche razionali, in contrapposizione a quelle poco ortodosse messe in campo da Erdogan negli ultimi anni, e che hanno portato l'inflazione alle stelle.

I sostenitori del 'sultano', che guida il Paese da ormai 20 anni, sono convinti però che solo lui potrà rimettere in sesto le finanze statali, e il presidente uscente le sta tentando tutte per convincere gli indecisi promettendo aumento dei salari minimi, delle pensioni e anche sconti sulle bollette dell'energia. A soli cinque giorni dall'appuntamento l'ultima mossa è stata l'innalzamento di ben i 45% degli stipendi pubblici, portando a quasi 800 euro (15 mila lire turche) lo stipendio di chi è inquadrato al livello più basso delle gerarchie dell'impiego statale.

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