Giovedì, 18 Luglio 2024
La battaglia / Regno Unito

La rivincita di Corbyn, cacciato da Starmer batte il Labour da indipendente

L'ex leader continuerà a rappresentare il seggio londinese di Islington North che detiene dal lontano 1983. Sotto la sua leadership nel 2017 il partito prese il 40% dei voti ma perse, oggi si ferma al 34% e vince

Jeremy Corbyn è stato eletto di nuovo al Parlamento di Wesminster, nel seggio londinese di Islington North, che detiene dal lontano 1983. Ma per la prima volta non rappresenterà quel Labour che ha guidato per cinque anni, dal 2015 al 2020. Corbyn si era candidato da indipendente, dopo essere stato cacciato dal partito a cui ha dedicato la sua intera vita politica. A farlo fuori era stato il suo successore, Keir Starmer, l'uomo che era stato il suo braccio destro e ministro ombra per la Brexit, ma che da quando ha preso le redini dei laburisti ha messo all'angolo la sinistra portando alla fuoriuscita (e in vari casi alla cacciata), dei membri della fazione corbynista.

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A Corbyn stesso era stato impedito da Starmer di presentarsi come candidato e per questo l'ex leader ha deciso di correre come indipendente, incoraggiato dai tanti sostenitori che ancora ha nella sua circoscrizione e nel Paese. E la sua scommessa è stata vincente: con 24.120 voti ha battuto il laburista Praful Nargund, che si è fermato a 16.873 voti. Dopo l'annuncio della vittoria il 75enne Corbyn ha detto di essere orgoglioso del suo collegio elettorale per essersi schierato a favore di una "politica più gentile, più dolce e più inclusiva".

La cacciata

Nell'ottobre 2020, Corbyn era stato sospeso dal Labour per un commento su un rapporto sulle accuse di antisemitismo, rapporto che affermava che c'erano state "gravi mancanze" nel modo in cui era stato affrontato il problema nel partito. Corbyn, contro cui l'infamante accusa di antisemitismo era stata usata come una clava dalla stampa avversaria ma anche dall'opposizione interna del partito durante tutta la sua leadership, aveva detto che "un solo antisemita è uno di troppo", ma si era difeso sostenendo che a suo avviso l'entità del problema era stata "drammaticamente sopravvalutata per ragioni politiche dai nostri oppositori all'interno e all'esterno del partito, così come da gran parte dei media". La sospensione fu però revocata dagli organi del partito dopo 19 giorni, ma Starmer alla Camera continuò a tenerlo ai margini, costringendolo a rimanere a Westminster come indipendente.

La rivincita

Adesso con la sua rielezione, avvenuta in condizioni difficili per un politico identificato da sempre con il Labour, Corbyn si è preso una piccola rivincita. In un post sui social ha scritto che il risultato "fa intravedere un futuro diverso, che mette gli interessi dei molti davanti a quelli dei pochi". Il post ha richiamato così quello che era stato lo slogan del partito sotto la sua leadership: "For the many, not the few", per i tanti (i lavoratori, le classi subalterne), non per i pochi (i ricchi e i privilegiati). Il partito allora scaldava i cuori, con migliaia di giovani che al celebre Glastonbury Festival lo accolsero sul palco come una delle rock star della serata, cantandogli il coro da stadio "Ooooh Jeremy Corbyn".

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Quella di Starmer è stata invece già definita una "vittoria senza cuore". Di fatto nonostante lo straordinario successo in termini di eletti, il Changed Labour attuale ha preso meno voti di quello del passato. Nel 2017 il partito guidato da Corbyn ottenne il 40% dei consensi a livello nazionale ma, come conseguenza del sistema elettorale britannico, elesse solo 262 deputati. Stavolta i laburisti si sono fermati al 33,8% e di deputati ne hanno conquistati quasi il doppio, 412, grazie alla disfatta dei Tory. Per Corbyn, che viene ancora definito dai suoi sostenitori "il miglior premier che non avremo mai", un'altra piccola e simbolica rivincita sul suo successore.

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