Domenica, 7 Marzo 2021
Rep. Dem. del Congo

Rocco Leone, l'italiano sopravvissuto all’attacco in Congo

Direttore aggiunto del Word Food Programme, è originario di Prato: si trova in ospedale, sotto shock. Stasera il rientro in Italia delle salme dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci

Soldati locali e delle Nazioni Unite sul luogo dell’attacco in cui hanno perso la vita l’ambasciatore Attanasio, il carabiniere Iacovaci e l’autista del convoglio su cui viaggiavano (EPA/STR)

Rocco Leone è l’unico italiano sopravvissuto all’attacco, costato la vita all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovaci e all’autista congolese Mustapha Milano, contro un convoglio del World Food Programme nella Repubblica Democratica del Congo. Originario di Prato, 56 anni, direttore aggiunto del Word Food Programme, Leone è ricoverato in un ospedale illeso ma sotto shock, dopo la sparatoria, scrive l’Adnkronos. 

La moglie di Leone ha potuto parlare con il marito, che l'avrebbe rassicurata sulle sue condizioni di salute, come riferisce il sito Notizie di Prato. "Mio fratello sta bene”, ha confermato una delle sorelle del 56enne, raggiunta telefonicamente dall'Adnkronos, Maria Grazia Leone, dottoressa odontoiatra con studio a Prato, dove vivevano anche il padre e un’altra sorella, funzionaria di banca. 

Chi è Rocco Leone, l’italiano sopravvissuto all’attacco in Congo al convoglio Onu

Rocco Leone, 56 anni, ha studiato all’istituto Cicognini di Prato e poi si è laureato in matematica. A Prato è conosciuto anche per la sua attività di scout, con una lunga presenza nell'Agesci. Da circa 20 anni Leone lavora per il World Food Programme, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare ed è presente il quasi 80 paesi.

Leone era in Congo da circa due anni ma in precedenza aveva vissuto in molti altri paesi africani. Nonostante da anni ormai Rocco Leone sia quasi sempre lontano dall'Italia, chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona molto generosa: "Fin da ragazzo - dice Piero Bugiani, suo capo scout - era molto curioso, attento e vivace. Non mi stupisce la scelta di vita che ha fatto di aiutare gli altri, perché anche da ragazzo era sempre disponibile".

Il ritorno in Italia delle salme di Attanasio e Iacovacci

È atteso all’aeroporto di Ciampino l’aereo che riporterà in patria le salme dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci.

L’aereo è decollato nel pomeriggio della Repubblica democratica del Congo e dovrebbe atterrare a Roma in tarda serata, come riferisce all’Adnkronos il sindaco di Antonio Romeo, sindaco di Limbiate, il paese in provincia di Monza e Brianza dove Attanasio è cresciuto. Anche i genitori dell’ambasciatore sono partiti alla volta della Capitale. 

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EPA/STR

L'inchiesta della Procura di Roma

L'autopsia sui corpi dei nostri due connazionali è prevista per domani mattina al Policlinico Gemelli di Roma e i risultati saranno poi inviati alla Procura di Roma, dove ieri è stato aperto un fascicolo di indagine, coordinato dai pm Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti, per sequestro di persona con finalità di terrorismo. Gli inquirenti hanno inviato sul posto gli investigatori del Ros per prendere informazioni sul tipo di armi in dotazione ai ranger del Virunga che sono intervenuti sul posto dell'agguato. Gli inquirenti acquisiranno anche i verbali delle testimonianze delle persone che si trovavano sul posto, tra cui Rocco Leone.

Inoltre domani alle 9 è in programma alla Camera l'informativa del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sull'attentato nella Repubblica democratica del Congo.

"Eccoli, sono loro": le immagini dell'attacco al convoglio di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci

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