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Lunedì, 4 Marzo 2024
Scambio di accuse / Regno Unito

La Russia accusa il Regno Unito di aver sabotato il Nord Stream

Nei giorni scorsi, Mosca aveva già collegato Londra agli attacchi con droni in Crimea. E minaccia: "Azioni non possono essere lasciate passare"

Dietro agli attacchi ai due gasdotti russi Nord Stream e alla flotta russa in Crimea ci sarebbe il Regno Unito. È questa l'accusa mossa da Mosca a Londra in queste ore, condita con tanto di minaccia poco velata: "Queste azioni non possono essere lasciate passare", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Accuse e minacce che per il momento il Regno Unito non commenta, bollandole come tentativi di "distrazione" da parte della Russia. Unica ammissione: il piano da 6 milioni di sterline con cui il governo britannico ha finanziato la difesa dell'Ucraina dai cyber-attacchi russi.

Accuse e controaccuse

A tenere banco, però, è il caso del Nord Stream, il gasdotto che collega la Russia direttamente alla Germania passando per il mar Baltico. Proprio nel tratto sottomarino, al largo della Danimarca e della Svezia, il 26 settembre erano state rilevate quattro grosse perdite che riguardavano sia il Nord Stream 1, ossia il gasdotto ancora attivo, sia il Nord Stream 2, il tubo negoziato da Berlino e Mosca per raddoppiare i flussi di gas, ma la cui messa in funzione è stata bloccata dalla guerra in Ucraina. Le ispezioni subacquee preliminari lungo le due pipeline avevano rafforzato i sospetti di sabotaggio, poiché le perdite erano state precedute da esplosioni. E secondo l'intelligence britannica ad armare le bombe sarebbe stato proprio il Cremlino nel tentativo di giustificare un nuovo stop alle forniture all'Europa e far salire i prezzi del gas.

A più di un mese dall'episodio, è arrivata la controaccusa della Russia: "I nostri servizi di intelligence hanno prove che suggeriscono che l'attacco è stato diretto e coordinato da specialisti militari britannici", ha detto ai giornalisti Peskov, il ​​portavoce di Putin. "Ci sono prove che la Gran Bretagna sia coinvolta in un sabotaggio, un attacco terroristico contro (queste) infrastrutture energetiche vitali, non russe, ma internazionali", ha continuato Peskov. "Azioni del genere non possono essere lasciate (senza risposta). Rifletteremo sulle misure da adottare", ha aggiunto, denunciando il "silenzio inaccettabile delle capitali europee".

L'esercito russo aveva già accusato Londra sabato di essere coinvolto nelle fughe di notizie avvenute su Nord Stream. Queste accuse sono arrivate dopo un attacco di droni ucraini alla sua flotta del Mar Nero in Crimea, la cui pianificazione anche Mosca ha attribuito a "esperti britannici". La Difesa britannica aveva denunciato "false affermazioni" di Mosca intese secondo essa a "distogliere l'attenzione". Una linea che il nuovo premier britannico, Rishi Sunak, continua a seguire. 

Le rivelazioni di Londra

Semmai, il Regno Unito ha ammesso la sua partecipazione al programma di difesa ucraina contro i cyber-attacchi della Russia. Secondo la Bbc, Londra ha messo a punto un piano da 6 milioni di sterline rivolto a contrastare gli hacker di Mosca, che avrebbero causato un danno "molto significativo" se non ci fosse stata l'assistenza britannica, ha affermato il sottosegretario agli Esteri Leo Docherty.

Il governo britannico ha reso pubblico il piano dal momento che la notizia era già uscita su alcuni media russi. Il sottosegretario ha cercato di minimizzare il fatto che questo tipo di coinvolgimento da parte di Londra possa essere visto dalla Russia come una forma di intervento diretto nella guerra in corso. Invece Docherty lo ha paragonato all'invio di armi all'esercito di Kiev da parte del Regno Unito. 

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