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Domenica, 25 Febbraio 2024
Pechino / Cina

Putin difende la Cina sull'origine del Covid: "No a politicizzazione della pandemia"

Incontro con Xi Jinping nel pieno delle tensioni in Ucraina e Taiwan. Sottoscritto un accordo per una maxi fornitura di petrolio russo a Pechino

La Russia difende la Cina dalle accuse mosse da più parti secondo cui il virus del Covid-19 sarebbe "sfuggito" da un esperimento in laboratorio a Wuhan. Nel suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping, il leader russo Vladimir Putin ha sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui i due Paesi respingono "qualsiasi tentativo di politicizzare l'epidemia di Covid".

"Determinare le origini della malattia da nuovo coronavirus è una questione per la scienza", si legge nel testo. "La ricerca sull'argomento deve essere basata sulla conoscenza globale che richiede cooperazione fra scienziati di tutto il mondo". Mosca quindi "accoglie il lavoro congiunto fra Cina e Oms per identificare la fonte del nuovo coronavirus e sostiene il rapporto che ne è conseguito". Cina e Russia "sollecitano la comunità internazionale a promuovere un approccio scientifico serio allo studio delle origini del virus".

Organizzato in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, boicottate da gran parte dei Paesi occidentali sotto la pressione degli Stati Uniti, l'incontro tra i due leader è stato visto dagli osservatori internazionali come un avvicinamento tra Russia e Cina. Entrambi i Paesi sono nel pieno delle tensioni con l'Occidente, da un lato per la questione dell'Ucraina, e dall'altro per Taiwan. Nella dichiarazione, si sottolinea l'opposizione di Mosca e Pechino "ad azioni di forze esterne che minano la sicurezza e la stabilità nelle comuni regioni vicine" e alla "interferenza di forze esterne con qualsiasi pretesto negli affari interni dei Paesi sovrani". Russia e Cina si oppongono alle "rivoluzioni colorate" e "aumentano la loro cooperazione". In questo contesto, Putin ribadisce la sua adesione al principio 'Una Cina', conferma che Taiwan è parte integrante della Cina e si oppone in qualsiasi forma all'indipendenza di Taiwan". Russia e Cina esprimono "profonda preoccupazione" per le sfide alla sicurezza internazionale, in particolare per il rischio di un allargamento della Nato all'Ucraina. 

A suggellare i buoni rapporti tra Mosca e Pechino, ci sarebbe stato anche un accordo commerciale: la compagnia russa Rosneft e la China Petroleum corporation hanno sottoscritto un contratto per la fornitura di 100 milioni di tonnellate di petrolio, che raggiungerà la Cina attraverso il Kazakhstan, in 10 anni, ha reso noto la società russa. Il petrolio sarà raffinato in impianti nel nordovest della Cina. Dal 2005, Rosneft ha fornito 445 milioni di tonnellate di petrolio alla Cina. La notizia va letta nel contesto della competizione energetica scoppiata a livello internazionale, anche per via dell'aumento repentino delle richieste della Cina di gas. La Russia, dal canto suo, è il secondo produttore mondiale di questa fonte fossile. 

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