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Sabato, 27 Novembre 2021
RUSSIA / Russia

Russia, trovata droga a bordo della nave di Greenpeace

Si complica la situazione giudiziaria degli attivisti arrestati. direttore esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, ha chiesto di incontrare il presidente russo Vladimir Putin per discutere del caso

Gli inquirenti russi hanno affermato oggi d'aver trovato sostanze stupefacenti a bordo dell'Arctic Sunrise, rompighiaccio di Greenpeace sequestrato dalle autorità di Mosca. L'intero equipaggio è stato arrestato dopo un "abbordaggio" a una piattaforma petrolifera e rischia fino a 15 anni di carcere perché accusato di pirateria.

"Sostanze, presumibilmente oppio e morfina, sono state sequestrate durante la perquisizione del battello. L'origine delle sostanze e il loro scopo devono essere determinati", ha detto il capo del Comitato investigativo russo Vladimir Markin. Markin ha anche affermato che alcuni membri dell'equipaggio verranno accusati anche di altri reati. "E' chiaro che certe persone implicate saranno accusate di altri reati gravi", ha spiegato Markin nel suo comunicato.

Il funzionario russo ha anche affermato che, sulla nave, sono stati rinvenuti equipaggiamenti a tecnologia "duale", che possono essere usati a fini civili come militari.

LA RISPOSTA DI GREENPEACE

Greenpeace ha risposto con veemenza, parlando di una "calunnia". "Tutte le dichiarazioni secondo quali sarebbe stato trovato qualcosa di diverso da sostanze mediche, vanno trattate con grande sospetto", ha spiegato l'associazione ambientalista.

Greenpeace, in oltre, ha ricordato che la nave è stata perquisita da cima a fondo in Norvegia, anche con l'ausilio dei cani anti-droga. "Non è stato trovato nulla, perché nulla di illegale era sulla nave". Il gruppo ha ammesso che sull'imbarcazione c'erano "alcune forniture mediche" in un posto sicuro, accessibile solo al comandante della nave. Questo posto è stato "violato dalle autorità russe durante la perquisizione".

INCRIMINATO PER PIRATERIA ATTIVISTA ITALIANO

LA RICHIESTA DI GREENPEACE DI INCONTRARE PUTIN

Il direttore esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, ha chiesto di incontrare il presidente russo Vladimir Putin, per discutere del caso dei 28 attivisti dell'Ong ecologista e di due fotografi, arrestati in Russia in settembre per un'azione nell'Artico. "Caro presidente Putin .... chiedo un incontro urgente con voi", ha scritto Naidoo nella lettera consegnata oggi all'Ambasciata russa all'Aia e riportata nel comunicato diffuso da Greenpeace.

IL VIDEO DELL'AZIONE CONTRO LA PIATTAFORMA GAZPROM

Il numero uno di Greenpeace ha quindi espresso la propria disponibilità a trasferirsi in Russia "per la durata di questa vicenda" e a offrirsi come "garante della buona condotta degli attivisti di Greenpeace, qualora venissero rilasciati dietro cauzione". La settimana scorsa i 30 membri dell'equipaggio, 26 dei quali sono stranieri, sono stati incriminati per "pirateria di gruppo organizzata", reato per il quale si rischia fino a 15 anni di detenzione. Tra questi militanti c'è anche un italiano.

"Voi sapete che le accuse di pirateria mosse contro gli attivisti denunciano un crimine che non ha mai avuto luogo - ha aggiunto Naidoo nella missiva a Putin - ecco perché vi invito a chiedere, come presidente della Russia, che le accuse eccessive di pirateria vengano fatte cadere ... e che i due fotografi freelance, che non sono membri di Greenpeace, siano rilasciati subito. Nessuno trarrà profitto da questa vicenda, compresa la grande nazione russa".

Ieri, il tribunale regionale di Murmansk ha respinto i primi tre ricorsi presentati da due militanti di Greenpeace e da un fotografo freelance contro la loro detenzione.

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