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Sabato, 27 Novembre 2021
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Russiagate, la Cia va all'attacco: "Le interferenze elettorali non si sono interrotte"

Il direttore dell'Agenzia centrale di intelligence Mike Pompeo: "Mi aspetto che continueranno a farlo". La Casa Bianca ha confermato nuove sanzioni americane contro la Russia

 Le interferenze elettorali russe non si sono interrotte e si prevede che Mosca possa influenzare il voto negli Stati Uniti del 2018: è quanto ha detto oggi il direttore dell'Agenzia centrale di intelligence Mike Pompeo in un'intervista alla Bbc. "Non ho visto una diminuzione significativa della loro attività", ha detto Pompeo facendo riferimento alla Russia.

"Mi aspetto che continueranno a farlo, ma sono fiducioso che l'America sarà in grado di avere elezioni libere ed eque, e che respingeremo" queste ingerenze "in un modo sufficientemente solido" in maniera che "l'impatto che avranno sulle nostre elezioni non sarà grande", ha insistito Pompeo.

Nuove sanzioni in arrivo

La Casa Bianca ha confermato nuove sanzioni americane contro la Russia. Lo ha detto la portavoce del presidente Usa, Sarah Sanders.

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Le nuove sanzioni in ogni caso dovrebbero avere un impatto minimo su Mosca. Lo scrive Cnbc che cita diversi analisti. I provvedimenti colpiranno alcuni uomini d'affari russi molto vicini al Cremlino: tuttavia delle 12 parti approvate dal Congresso che diventeranno effettive a breve, l'amministrazione Trump dovrebbe dare il via libera solo a 5 di esse, che sono le meno punitive nei confronti di Mosca.

Il Congresso è sempre più scontento del comportamento di Donald Trump, che continua a non voler fare molto per punire la Russia per i tentativi di intromettersi nelle elezioni americane, l'annessione della Crimea e la guerra civile in Ucraina. Intanto continuano a crescere i sospetti per un collegamento diretto tra alcuni membri della campagna elettorale di Trump e il Cremlino.

Si dimette il vicedirettore dell'Fbi

Il vicedirettore dell'Fbi, Andrew McCabe, si è dimesso dalla sua posizione dopo aver ricevuto forti pressioni da parte dei vertici interni della polizia federale. Lo scrive il New York Times, citando fonti anonime interne. ieri a sorpresa il numero due dell'Fbi ha annunciato le sue dimissioni, anticipando di oltre un mese la data del suo pensionamento, prevista per la metà di marzo. McCabe, sempre secondo il New York Times, avrebbe detto ai suoi amici e confidenti di essersi sentito sotto pressione e di aver così deciso di lasciare prima del tempo.

Da tempo era stato preso di mira dal presidente americano, Donald Trump. McCabe, uno dei 'fedelissimi' di James Comey, il direttore dell'Fbi licenziato dal presidente Usap a maggio, è stato spesso al centro degli attacchi, pubblici e privati, della Casa Bianca. Secondo un articolo del sito Axios della scorsa settimana, il direttore dell'Fbi, Christopher Wray, avrebbe minacciato di dimettersi a causa delle pressioni del segretario alla Giustizia statunitense, Jeff Sessions, su indicazione del presidente, per licenziare McCabe.

In particolare, scrive il New York Times, Wray ha valutato di spostare McCabe a un altro ruolo, minore, prima che uscisse il rapporto del procuratore speciale Robert Mueller, che sta indagando sia sui rapporti tra la campagna elettorale di Donald Trump e la Russia, sia sull'uso delle mail nel corso della campagna elettorale da parte di Hillary Clinton. Al posto di farsi spostare di ruolo, continua il quotidiano di New York, McCabe ha deciso di lasciare prima la sua posizione.

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