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Domenica, 23 Giugno 2024
Aumento delle importazioni / Cina

La Russia è diventata il principale fornitore di petrolio della Cina

Nel mese di maggio la Russia è diventata la prima fonte di importazione di greggio dalla Cina, superando l’Arabia Saudita

All'ombra della guerra russa in Ucraina, Pechino aveva siglato un'amicizia "senza limiti" con Mosca. Era il 4 febbraio scorso, e l'occasione per rafforzare il partenariato bilaterale è stata la visita del presidente russo Vladimir Putin a Pechino, alla vigilia delle Olimpiadi invernali. Allora, la crisi ucraina era in ebollizione ma si riteneva ancora fosse sotto controllo.

Dopo la telefonata avuta la scorsa settimana tra il presidente cinese Xi Jinping e l'omologo Vladimir Putin, un nuovo sostegno è arrivato durante il 25esimo Forum economico internazionale di San Pietroburgo, che si è tenuto lo scorso 17 giugno. L'evento, a cui non ha partecipato alcun rappresentante delle nazioni occidentali, ha registrato la presenza (virtuale) del presidente Xi Jinping, che ha rinnovato l'impegno della Cina nella promozione del multilateralismo. Ma, soprattutto, ha ribadito la posizione cinese di sostegno alla Russia nella guerra in Ucraina.

La partecipazione di Xi è l'ennesima conferma della partnership strategica tra Cina e Russia. Pechino, che non ha mai condannato le azioni del Cremlino in Ucraina, ha ribadito la necessità di percorrere una via diplomatica per porre fine al conflitto.

La Russia primo fornitore cinese di greggio

Nell'ottica di un opportunismo per aumentare i propri guadagni economici, Pechino ha cercato di mantenere normali relazioni commerciali con la controparte russa, nonostante la minaccia di sanzioni secondarie. 

Nel mese di maggio la Russia è diventata la prima fonte di importazione di greggio dalla Cina, superando l’Arabia Saudita. Le raffinerie di Pechino stanno ricevendo le forniture petrolifere russe con un forte sconto sui prezzi, spingendo l'import del Paese del 55 per cento annuo nel solo mese di maggio.

Gli acquisti di petrolio russo, comprese le forniture attraverso l'oleodotto della Siberia orientale, del Pacifico e le spedizioni marittime, hanno totalizzato quasi 8,42 milioni di tonnellate, secondo i dati diffusi oggi 20 giugno dall'Amministrazione generale delle Dogane cinesi. Le spedizioni dalla Russia verso la Cina sono state quasi 2 milioni di barili al giorno con un aumento di circa il 25 per cento rispetto agli 1,59 milioni di aprile.

Tra le aziende statali della Cina, che è il più grande importatore mondiale di petrolio, sono risultati attivi il colosso della raffinazione Sinopec e Zhenhua Oil, in un trend alimentato dai forti sconti dopo che le major petrolifere e di trading occidentali si sono ritirate a causa delle sanzioni.

Il taglio dei prezzi ha toccato picchi del 30 per cento, aiutando Mosca a mantenere i flussi di cassa su livelli adeguati nel mezzo dello sforzo bellico: il Cremlino ha raccolto circa 20 miliardi di dollari a maggio grazie all'export di greggio.

Dai dati doganali cinesi, inoltre, è emerso che le importazioni dall'Iran si sono attestate a 260.000 tonnellate: malgrado le sanzioni Usa su Teheran, la Cina ha continuato a comprare greggio iraniano, di solito spacciato per forniture da altri Paesi, pari a circa il 7% del proprio fabbisogno.

L'import totale di petrolio della Cina è cresciuto di quasi il 12% a maggio, a 10,8 milioni di barili al giorno, contro la media del 2021 di 10,3 milioni.
Ancora nessun acquisto dal Venezuela: le compagnie statali cinesi hanno evitato ogni transazione da fine 2019 sui timori di finire nelle sanzioni secondarie Usa.

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