Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Putin ordina di rafforzare il potenziale nucleare: "La Russia è più forte di qualsiasi aggressore"

Per la seconda volta in pochi giorni, Vladimir Putin parla di armi nucleari. E avverte i suoi oppositori: la Russia non teme nessuno, lo dice la storia

Vladimir Putin

Per la seconda volta in pochi giorni, Vladimir Putin parla di armi nucleari. Il presidente russo ha ordinato il rafforzamento per il 2017 del potenziale nucleare nazionale, al fine di rendere possibile un'eventuale risposta a un attacco e la penetrazione di scudi antimissile nemici, in quella che appare come una decisa risposta a Washington. Putin ha anche spiegato che le forme armate russe dovranno dotarsi di missili in grado di penetrare attraverso ogni tipo di sistema di difesa antimissilistica. 

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"Abbiamo bisogno di rafforzare il potenziale militare delle nostre forze nucleari strategiche", sono state le sue parole cosi' come riferite dai media russi, "in particolare con complessi missilistici che possano penetrare affidabilmente ogni sistema antimissilistico presente e futuro".

La Russia è più forte di "qualsiasi aggressore" potenziale, ha aggiunto il presidente russo al collegio del Ministero della Difesa. Secondo Putin, questo lo "si può dire con sicurezza", basandosi sulla storia russa, la geografia e lo stato interno della società russa. "Oggi, noi siamo più forti di qualsiasi potenziale aggressore" ha detto Putin. "Qualsiasi!" ha ribadito.

Da parte sua il ministro della difesa Sergei Shoigu ha aggiunto che l'apparato militare nazionale ha "sperimentato 162 tipi di armamenti moderni nel corso della campagna siriana" tra cui aerei Sukhoi e Mig oltre ad elicotteri del tipo Kamov. "E si sono dimostrati ad alta affidabilità". 

Secondo gli analisti le parole di Putin non sono stata pronunciare "per caso". Proprio oggi, infatti, l'ambasciatore russo ucciso da un killer in Turchia è stato sepolto nel cimitero di Khimki a Mosca. E l'ira di Vladimir Putin sembra tutt'altro che seppellita. Un messaggio, quello del presidente russo, che sembra rivolto a chi volesse in qualche modo ostacolare l'intesa tra Mosca e Ankara sulla Siria, fatta traballare dall'uccisione violenta di chi a tale intesa aveva lavorato sodo, l'ambasciatore Andrej Karlov appunto.

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