Martedì, 21 Settembre 2021
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Russiagate, indagini "indipendenti" affidate a un ex capo dell'Fbi

La scelta del dipartimento americano di Giustizia è caduta su Robert Mueller, a capo dell'agenzia federale dal 2001 al 2013. Trump: "L'inchiesta dimostrerà che non c'è stata alcuna collusione"

Il dipartimento americano di Giustizia ha scelto un procuratore speciale a cui affidare la guida delle indagini sull’interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali americane e sui possibili legami tra la campagna di Trump e funzionari russi.

Dopo tante polemiche, i democratici hanno ottenuto quello che volevano ma che la Casa Bianca reputava non necessario. La decisione è stata annunciata dal vice segretario alla Giustizia Rod Rosenstein, colui che aveva espresso al presidente Usa un giudizio negativo su James Comey, il direttore dell’Fbi silurato a sorpresa il 9 maggio scorso formalmente per la sua gestione dell’emailgate legato a Hillary Clinton. E’ tuttavia il Russiagate su cui restano i riflettori.

Quello che Rosenstein chiama “consulente speciale” è Robert Mueller III, capo dell’Fbi dal 2001 al 2013. Secondo il vice del ministro alla Giustizia Jeff Sessions – che si è astenuto dall’inchiesta sul Russiagate – quella figura “è necessaria affinché il popolo americano abbia piena fiducia nell’esito” dell’inchiesta.

“La nostra nazione si basa sullo stato di diritto e il pubblico deve avere la garanzia che i funzionari pubblici applichino la legge in modo giusto”. In una nota Rosenstein ha spiegato che “alla luce delle circostanze uniche, l’interesse pubblico mi richiede di portare questa indagine sotto l’autorità di una persona che eserciti un grado di indipendenza rispetto alla normale catena di comando”. Non è chiaro cosa abbia spinto il vice ministro alla Giustizia a compiere una tale mossa, specialmente all’indomani delle indiscrezioni del New York Times secondo cui lo scorso febbraio Trump aveva chiesto a Comey di chiudere l’indagine su Michael Flynn, l’ex generale che ha giocato un ruolo chiave nella campagna del miliardario di New York e che fu scelto come consigliere alla Sicurezza nazionale; fu tuttavia costretto a dimettersi dopo nemmeno un mese in tale incarico perché aveva fuorviato il vicepresidente Mike Pence sulle sue conversazioni con l’ambasciatore russo in Usa. Rosenstein ha voluto precisare che “la decisione non sta a significare che crimini siano stati commessi o che incriminazioni siano necessarie”. Mueller ha accettato l’incarico: ha dato le dimissioni nello studio legale Wilmer Hale di cui è partner per evitare conflitti di interesse.

Il presidente degli Stati uniti Donald Trump si augura che l’inchiesta su una possibile collusione tra i suoi uomini e la Russia sia “rapidamente” conclusa, dopo la nomina ieri di un procuratore speciale. “Come ho detto già a numerose riprese, un’inchiesta completa confermerà quello che sappiamo già: non c’è stata alcuna collusione tra la squadra della mia campagna elettorale e un’entità straniera”, ha indicato in un comunicato il presidente.

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