Mercoledì, 3 Marzo 2021
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Il serial killer che ha ucciso più di 90 donne e disegna i volti di tutte le sue vittime

L'FBI ritiene che le sue affermazioni siano credibili, confermato il suo coinvolgimento in almeno 50 omicidi. Samuel Little ha 80 anni. Per cinquant'anni non era stato collegato a nessun uccisione. Poi la svolta: ha una memoria di ferro e l'orrore sta tornando a galla

Samuel Little oggi ha 80 anni: ha confessato di aver ucciso più di 90 persone e ha trascorso gli ultimi anni ad assistere gli investigatori nella chiusura dei casi e nell'identificazione delle vittime. Ha raccontato alle autorità federali di aver ucciso donne, principalmente per strangolamento, in 14 diversi stati del paese dal 1970 al 2005. L'FBI ritiene che le sue affermazioni siano sostanzialmente tutte credibili. Per ora ha confermato il suo coinvolgimento in almeno 50 omicidi.

Sam Little, il serial killer che ha ucciso 90 donne 

Una delle confessioni shock di Little riguarda un omicidio in Florida che aveva portato alla condanna ingiusta di un uomo di Jerry Frank Townsend, che aveva una grave disabilità psichica, come racconta il Miami Herald. Little ha recentemente ammesso di aver strangolato lui a morte Dorothy Gibson, 17 anni, fuori da un hotel di Miami nel 1977 prima di lasciare il suo corpo tra i cespugli.

Un mostro, Little. Come ha fatto a restare libero fino al 2012, quando fu arresttao fuori da un rifugio per homeless in Louisiana? Fu fermato "solo" per affrontare un'accusa di stupefacenti; poi grazie al test del DNA, venne collegato all'omicidio di Carol Ilene Elford, uccisa il 13 luglio 1987, Guadalupe Duarte Apodaca, uccisa il 3 settembre 1987, e Audrey Nelson Everett, uccisa il 14 agosto 1989; tutte e tre le donne furono uccise e in seguito ritrovate per le strade di Los Angeles.

Sam Little ha anche recentemente confessato l'omicidio dell'infermiera Karen O'Donoghue, il cui corpo non è mai stato scoperto, all'inizio degli anni '70 nella contea di Miami-Dade: ha affermato di  averla incontrata fuori da una casa di cura per disabili psichici, secondo il Tampa Bay Times. Molte delle vittime di Little erano state precedentemente considerate vittime di overdose o morti accidentali. Le indagini furono quasi sempre inesistenti a causa di chi aveva scelto di prendere di mira. Uccideva infatti donne emarginate e vulnerabili, che erano spesso coinvolte nel giro della prostituzione e dello spaccio di droga. I loro corpi a volte non venivano nemmeno identificati e le loro morti non venivano indagate in alcun modo.

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Il suo primo omicidio risale al 1970

Il suo primo omicidio risale al 1970, in una piazzola isolata della Route 27, Miami. La vittima, Mary Brosley, era una donna minuta: aveva 33 anni, problemi di anoressia e alcolismo, camminava con un bastone: il tipo di donna "che poteva scomparire dalla faccia della terra senza destare troppa attenzione", scrive il Washington Post.

Little ha una memoria di ferro e un talento artistico affinato in carcere, che gli hanno permesso di disegnare i ritratti delle sue vittime, quasi tutte donne, morte strangolate: come racconta oggi il Corriere della Sera, da due anni, gli agenti stanno usando le informazioni per riaprire «cold case» in tutti gli Usa. 

"Non sarei mai andato in un quartiere bianco a uccidere un’adolescente", ha raccontato, svelando la strategia con cui ha eluso la giustizia per decenni.

Arrestato negli anni per furto, aggressione, guida in stato di ebbrezza, per aver adescato una prostituta, trascorreva lunghi periodi in galera. E quando usciva, tornava a uccidere. 93 donne ammazzate nel corso di 30 anni. Poi ha cominciato a parlare.

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