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Martedì, 28 Maggio 2024
MESSICO / Messico

La Santa Muerte, storia di un "culto criminale" diventato tatuaggio vietato

Un ragazzo messicano di 25 anni è stato bloccato alla frontiera tra Messico e Stati Uniti: aveva sul corpo l'immagine della santa considerata protrettrice dei narcos. E torna alla ribalta la leggenda della "donna di ossa con la falce in mano"

Vuoi entrare negli Usa? Fammi vedere che tatuaggi hai.

Spogliandosi, un ragazzo messicano di 25 anni - Josè Leonardo Diaz - ha dovuto mostrare alla frontiera la sua "Santa Muerte". E così il giovane è rimasto bloccato in Messico.

Il motivo? Semplice: il simbolo della Santa Muerte è considerato il 'patrono' degli affiliati alla criminalità messicana.

Da qui la decisione delle autorità statunitensi di costringere, alla frontiera, ogni cittadino messicano a spogliarsi per controllare i suoi tatuaggi. E in caso di tatuaggi 'da narcos', niente visto per entrare nel paese del Sogno.



La "leggenda della Santa Muerte" - E' una storia. Un pò leggenda un pò realtà. Si tramanda di padre in figlio e narra dell'apparizione di una santa "con il viso della morte" a un uomo povero. "Sacrificati, fai sacrificare il tuo popolo e avrai grazia e protezione".

Così è nato il culto "popolare" della Santa Muerte. Un culto che ha il suo epicentro nel quartiere di Tepito, a Città del Messico, e che fino al 2002 non aveva Chiesa. Non aveva ministri. Non aveva alcuna organizzazione.

La Santa Muerte, da "culto popolare" a tatuaggio vietato



Fu David Romo Guillèn, allora arcivescovo ddella Chiesa Cattolica a dar vita a una sorta di 'frangia': la Iglesia catòlica tradicional Mex USA. E per questo fu allontanato su volere del vescovo di Città del Messico.

L'arcivescovo provò, nell ottobre 2002, a ottenere lo status di "associazione religiosa" per il culto della Santa Muerte. In fondo, questo culto poteva contare su decine di migliaia di fedeli. L'obiettivo del religioso era "togliere dalla strada" i suoi ragazzi, trovare locali pubblici in cui pregare, e soprattutto sancire l'ufficialità di un culto "di strada".

Niente da fare. La segreteria della "Migracion y Asuntos Religiosos" non diede il suo assenso.

E così, il 4 aprile 2005 David Romo Guillèn organizzò una marcia di preghiera per manifestare contro la Segreteria: 30mila persone scesero in piazza e sfliarono da Tepito per le strade del centro di Città del Messico.

E' qui che la stampa inizia ad occuparsi del culto della Santa Muerte. Prima il quotidiano La Jornada. A seguire El Universal. Finché la Cnn girò un documentario che fece il giro del mondo. Fu trasmesso ovunque, tranne che in Italia, si racconta bloccato dai vertici della Chiesa.

E' proprio la 'clandestinità' di questo culto 'povero' ad aver fatto crescere attorno alla Santa Muerte la leggenda di "protrettrice dei criminali". Una leggenda che, un pò per reazione, un pò per fascino, nessuno - da Tepito agli altri quartieri poveri delle città messicane - si è mai preoccupato di smentire. E così la santa con la faccia scheletrica, avvolta in un martello, falce in pungo e bilancia nell'altra mano è diventata la "Santa dei Narcos".

Al contrario, invece, la Santa Muerte, ascoltando i racconti della gente di Tepito, altro non sarebbe che "una presenza benevola, un angelo di luce che protegge i più deboli". Il problema - per conquistare l'ufficialità di questo culto - è che di leggenda in leggenda, oggi sono gli stessi criminali messicani ad essere devoti alla 'donna di ossa'.

Nata come statua, quindi come dipinto - vestita di vari colori in base al 'voto' che si vuole fare - oggi la rappresentazione iconografica più frequente della Santa è sotto forma di tatuaggio. Impressa sulla pelle. Come simbolo perenne di devozione.

E qui sorge un 'problema'. Tanti, troppi "turisti della religione" si sono avvicinati alla Santa Muerte credendola un alter ego della Catrina dei dipinti di Diego Rivera, l'eterno sposo di Frida Kalho. Ma la Catrina di Diego Rivera - pur essendo scheletro - ha un cappello di fiori in testa, non una tunica. E non c'è traccia di nessuna falce nelle sue mani ed anzi, la sua mano la porge - nel celebre dipinto - proprio a un giovanissimo Diego Rivera.

E allora, per tenere alla larga chi è solo affascinato da un culto reputato "pericoloso" ecco che a leggenda si è sommata leggenda: chi invoca, si vota o si avvicina troppo alla Santa Muerte senza motivo, ad esempio solo per farsi un tatuaggio "messicano", sarà vittima del suo castigo: non morirà, ma subirà la morte di una persona cara.
 

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