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Martedì, 25 Gennaio 2022
Mondo Ucraina

Che cosa sta succedendo in Ucraina e perché dobbiamo preoccuparci delle sanzioni

Escalation di tensioni a ridosso del confine ucraino. In corso il colloquio tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin

Carri armati e squadre speciali con tiratori scelti: questa la minaccia che la Russia ha dislocato lungo il confine del Donbass secondo le accuse del ministero della Difesa dell'Ucraina. "Mosca vuole provocare la risposta dei militari ucraini" spiega paventando la ricerca di un incidente che spiani la strada a una escalation militare. La nota del ministero ucraino arriva a poche ore dal colloquio in videoconferenza che dovrebbero avere oggi i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Joe Biden, centrato proprio sulle tensioni ai confini dell'Ucraina. Oggi si è levata anche la voce dell'Europa con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha paventato "misure restrittive addizionali", ovvero nuove sanzioni. "L'Europa risponderà in modo appropriato in caso di una nuova aggressione, di violazioni del diritto internazionale e di qualsiasi altra azione dolosa intrapresa contro di noi o i nostri vicini, inclusa l'Ucraina da parte della Russia" ha detto von der Leyen alla conferenza annuale degli ambasciatori Ue:  "Vogliamo impegnarci costruttivamente con la Russia, ma le azioni aggressive della Russia continuano a destabilizzare l'Ue" ha aggiunto. 

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Il Cremlino ha diffuso una immagine del vertice tra Joe Biden e Vladimir Putin con il presidente russo a capo di un lungo tavolo con la bandiera russa alle spalle.

E proprio il contesto delle sanzioni è l'ipotesi che spaventa la fragile ripresa economica del vecchio continente. Se da una parte Joe Biden ha promesso un maggiore sostegno militare degli Stati Uniti a Kiev e un rafforzamento del fianco orientale della Nato, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha confermato che l'arma deterrente principale saranno alcune misure economiche ad alto impatto che non erano state mai prese in passato. Le sanzioni preparate dagli Usa in caso di attacco russo all'Ucraina potrebbero colpire le più grandi banche russe e la capacità di Mosca di convertire i rubli in dollari e in altre valute.

Le sanzioni Usa alla Russia

Le sanzioni applicate contro la Russia sono leggere se confrontate a quelle adottate contro l'Iran e nessuna delle principali società moscovite di proprietà statale ne è colpita, ma presto il quadro potrebbe cambiare. Se infatti lo scorso aprile gli Stati Uniti hanno vietato alle istituzioni finanziarie statunitensi di acquistare nuove emissioni di titoli di stato russi, l'effetto è stato piuttosto trascurabile e nuove iniziative potrebbero colpire il mercato secondario dei bond.

Finanza a parte occhi puntati sul gasdotto che collega la Russia al nord Europa - il Nord Stream 2- appena completato ma non ancora certificato dalla Germania e la cui attivazione è attesa per abbassare i costi delle bollette del gas. I membri della nuova coalizione di governo tedesca hanno espresso scetticismo sul progetto ed è possibile che venga cancellato del tutto in caso di invasione russa dell'Ucraina. È facile intuire che una escalation militare in Ucraina potrebbe avere un immediato effetto sul prezzo del gas proprio ora che è al massimo storico e l'inverno non è ancora iniziato.

E proprio il gigante energetico russo Gazprom potrebbe finire nel novero delle sanzioni con il blocco completo degli investimenti. Così come obiettivo delle sanzion potrebbero essere gli oligarchi russi, dopo che le misure prese contro Oleg Deripaska hanno avuto un impatto sulle attività della sua azienda di alluminio, Rusal, in Irlanda, provocando una grave spaccatura con Dublino. L'oscillazione sui prezzi delle materie prime potrebbe avere effetti nefasti anche sulla nostra economia. 

Sulla scia di un'invasione, è probabile che il Congresso aggiunga altri oligarchi favorevoli a Putin a una lista nera da aggiungere al bilancio della difesa. Anche i familiari della cerchia di Putin potrebbero essere presi di mira in modo più esteso.

L'arma finale potrebbe potrebbe venire dalla minaccia di escludere la Russia dal sistema di pagamento elettronico globale, Swift: l'esclusione dai servizi del provider belga è stata una delle misure più tra quelle usate contro l'Iran e potrebbere rendere la Russia un paria nella finanza internazionale. 

Un effetto a catena negativo per Mosca ma anche per l'economia globale e per l'Italia. Due dati su tutto: da gennaio ad agosto 2021 l'Export italiano in Russia ha portato ad un controvalore pari a 4.9 miliardi di euro in forte ripresa (+13,3%) rispetto al 2020, bilanciato da un import dalla Russia di oltre 9 miliardi (+35,7%) trainato da prodotti minerari e energetici. Se le sanzioni dovessero colpire duro è lecito aspettarsi un duro contraccolpo per l'economia italiana. 

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