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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Inghilterra / Regno Unito

Sei attiviste di Greenpeace scalano il grattacielo più alto d'Europa

L'obiettivo delle sei donne (provenienti da Polonia, Svezia, Olanda, Canada, Belgio e Gran Bretagna) una volta raggiunta la cima, è quello di appendere un'opera d'arte che esalta le meraviglie dell'Artico

Una scalata storica per lanciare un messaggio simbolico che non è più procrstinabile.

Un gruppo di sei donne, artisti e attivisti di Greenpeace, ha iniziato questa mattina a scalare lo Shard, il grattacielo piu' alto d'Europa, disegnato da Renzo Piano per ricordare una lama di ghiaccio.

L'obiettivo delle sei donne (provenienti da Polonia, Svezia, Olanda, Canada, Belgio e Gran Bretagna) una volta raggiunta la cima, è quello di appendere un'opera d'arte che esalta le meraviglie dell'Artico. La scelta del grattacielo Shard non e' casuale, perche' domina i tre uffici londinesi della Shell, un'azienda che sta investendo miliardi per trivellare l'Artico alla ricerca del petrolio, sia in Alaska che in Russia.

Su www.savethearctic.org milioni di persone hanno gia' chiesto all'azienda di abbandonare questi piani, ma la Shell e' decisa ad andare avanti. Le climber di Greenpeace hanno delle telecamere sugli elmetti dalle quali hanno trasmesso in diretta immagini dell'ascesa su www.iceclimb.savethearctic.org

Se riusciranno nel loro intento di appendere l'opera dedicata all'Artico, questa sara' la piu' importante installazione d'arte da quando Philippe Petit cammino' su un filo tra le Due Torri del World Trade Center, a New York, nel 1974.

Victoria Henry, 32 anni, canadese, una delle sei climber."Quando raggiungeremo la cima potremo vedere tutti e tre gli uffici londinesi della Shell e loro vedranno noi e la nostra installazione artistica a 310 metri d'altezza. Ci auguriamo che la smettano di ignorare le proteste in tutto il mondo e che ci pensino due volte prima di andare a trivellare l'Artico!"

La Shell ha investito per ora 5 miliardi di dollari nel suo programma artico, ma dopo una serie di imbarazzanti incidenti - inclusa una piattaforma affondata e un incendio su una nave per le perforazioni - e' stata costretta ad abbandonare i suoi piani per la trivellazione dell'Alaska quest'estate. L'azienda ha firmato pero' un accordo con il gigante russo Gazprom per riprovarci nella Russia Artica, un'area dove la corruzione e' elevata e le regolamentazioni sono pressoche' inesistenti.

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