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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
BRASILE / Brasile

Scandalo Mensalao, un noto imprenditore accusa Lula

Ad essere particolarmente pesanti sono le accuse del noto imprenditore Marcos Valério, che sta scontando una condanna a 40 anni di carcere. Valerio sostiene che Lula fosse "la mente" del piano

Roberto Gurgel, procuratore generale del Brasile, ha ufficialmente chiesto (le voci giravano già da alcune settimane) di aprire un’inchiesta contro l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva per il suo presunto coinvolgimento, tutto ancora da provare nello scandalo Mensalao.

L'ex presidente è sospettato di essere stato a conoscenza di un sofisticato sistema di tangenti per l'acquisto di voti, considerato il più grande scandalo di corruzione nella storia del Paese sudamericano. Tutto ebbe inizio nel 2005 con le rivelazioni del deputato del Partito laburista (Ptb) Roberto Jefferson. José Dirceu, storico braccio destro di Lula, leader carismatico del Partito dei lavoratori, è stato condannato dalla Corte suprema a 10 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione e associazione a delinquere.

Il 'Mensalao' può essere definito una "tangentopoli brasiliana" perché politici di primo piano come l'ex presidente, José Genoino, e l'ex tesoriere, Delubio Soares, del Partito dei lavoratori, sono finiti nell'inchiesta. Il prcuratore Gurgel non usa mezzi termini: "E' il più scandaloso episodio di corruzione e deviazione di fondi pubblici mai scoperto in Brasile. Lula ha sempre assicurato di non sapere nulla del giro di mazzette, e nel 2005 si scusò pubblicamente davanti al paese. Assicurò, all'epoca, che "non ci fu mai compravendita di voti". I giudici l'hanno smentito. Un vero e proprio terremoto per la politica brasiliana, ma la figura di Lula fino a oggi ne era uscita sostanzialmente pulita.

Secondo la stampa brasiliana, Gurgel ha già inviato le carte al pubblico ministero federale di Minas Gerais. Ora che Lula non gode più dell’immunità, le accuse contro di lui potrebbero essere esaminate in prima istanza. Ad essere particolarmente pesanti sono le accuse del noto imprenditore Marcos Valério, che sta scontando una condanna a 40 anni di carcere. Valerio sostiene che Lula fosse "la mente" del piano. Ma sono dichiarazioni che lasciano perplessi gli osservatori politici, perché proprio all’inizio del processo Valério aveva sostenuto che Lula fosse del tutto estraneo al Mensalao.

Una volta condannato, Valerio ha iniziato a raccontare un'altra versione. Era Lula, secondo le sue accuse, ad autorizzare prestiti tramite banche statali al Partito dei Lavoratori (Pt) e che aveva fornito fondi per corrompere i politici. Ora sarà il pubblico ministero federale del Minas Gerais a decidere se continuare le indagini.

Due giorni fa, parlando a un evento del partito dei lavoratori,  il deputatoJoão Paulo Cunha ha detto che il processo Mensalão è parte di una "disputa politica" per raggiungere l'ex presidente Lula. Il deputato ha anche criticato la stampa, che, ha detto, sta conducendo contro le persone che sono state condannate  una "campagna" simile a quella che ha portato l'ex presidente Getúlio Vargas al suicidio.

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