Martedì, 22 Giugno 2021
La minaccia sull'acqua / Turchia

Una schiuma bianca invade il mare davanti a Istanbul

Il Mar di Marmara è ricoperto da una distesa di materiale mucoso. A rischio l'ecosistema marino senza ossigeno. Nel fenomeno incide il riscaldamento globale

È come se fosse una lunga distesa di latte, o qualcosa di simile. Solo che sta ricoprendo il mare davanti a Istanbul e sta mandando nel panico le autorità. Una coltre di schiuma bianca sta ricoprendo il Mar di Marmara. Si tratta del piccolo specchio d'acqua compreso tra il Mar Egeo e il Mar Nero sul quale si affaccia Istanbul. È come se fosse una sorta di muco che provoca danni all'ecosistema marino ma potrebbe avere anche conseguenze sull'economia locale. Secondo gli esperti la schiuma bianca che si è formata sullo specchio d'acqua sarebbe da imputare al riscaldamento globale.

Uno dei tanti effetti negativi che stavolta aggraverebbe l'inquinamento umano dello specchio d'acqua con l'aumento delle temperature. Già semplicemente alla vista l'effetto è davvero spaventoso. Avvicinandosi all'acqua sembra essere ricoperta dalle sabbie mobili. Una sorta di crema beige indistinta che si muove sull'acqua nascondendo il consueto colore blu. La schiuma o muco sull'acqua è un evento che si è manifestato già in passato in Turchia. Il primo avvistamento del fenomeno risale al 2007. Da quel momento è diventato sempre più frequente e questa escalation ha una spiegazione precisa. A incidere sulla formazione del muco sarebbero l'azoto e il fosforo che unito alle alte temperature provocherebbe la formazione sulle acque.

La spiegazione scientifica e i rischi per l'ambiente 

La quantità di azoto e fosforo è presente a causa soprattutto delle acque reflue di 20 milioni di persone che si riversano sullo specchio d'acqua. In realtà questi nutrienti servirebbero a ossigenare l'ambiente marino ma l'aumento della quantità produce un effetto boomerang togliendo l'ossigeno e minando l'ambiente marino. In particolare a subirne maggiormente le conseguenze sono i pesci e i coralli presenti in acqua. A preoccupare di più sono le zone dei distretti di Adalar, Kadikoy e Maltepe di Istanbul.

Gli esperti hanno spiegato nel dettaglio l'esatta composizione della formazione che si genera sull'acqua. È il caso della biologa marina dell'università di Istanbul, Neslihan Ozdelice, secondo cui “quello che vediamo è fondamentalmente una combinazione di proteine, carboidrati e grassi. Pertanto in sé non è una sostanza dannosa” specificando però che la copertura attira virus e batteri e soffoca l'ambiente marino. L'esperta ha anche specificato che “il fattore scatenante principale è il riscaldamento correlato al cambiamento climatico, poiché il fitoplancton cresce con temperature più elevate”. Si è levato un grido di allarme da parte degli studiosi che ritengono compromessa la vita di alcuni tipi di coralli e che i danni potrebbero estendersi anche agli organismi invertebrati. Danni che si riverberano anche sull'economia locale che si basa in parte sull'industria dei coralli e sulla pesca.

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