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Venerdì, 28 Gennaio 2022
La nuova Germania / Germania

Scholz da Macron "riscalda" l'asse Parigi-Berlino

Lo storico legame tra Francia e Germania si è raffreddato negli ultimi anni così il neo cancelliere tedesco compie il suo primo viaggio all'estero a Parigi per incontrare il presidente francese. Un segnale che sottintende molto altro

Lo aveva annunciato ben prima di entrare in carica e non poteva essere che Parigi la meta del primo viaggio all’estero del nuovo cancelliere tedesco Olaf Scholz. Troppo importante è il legame storico tra i due paesi, imprescindibile per il futuro sviluppo delle istituzioni europee. Ma oltre alla storia dell’asse franco-tedesco, va pure detto che negli ultimi anni, al di là delle dichiarazioni formali, il legame si è raffreddato. Ecco perché Scholz non voleva mandare segnali ambigui e la scelta di Parigi è stata per certi aspetti anche obbligata.

Il neocancelliere tedesco incontra il presidente Macron appena tre giorni dopo essere stato nominato e i due hanno certamente di che discutere: nel programma del nuovo governo l’Europa, tra luci e ombre, resta una priorità. Molte idee: a partire da un sistema elettorale unico per l’elezione del Parlamento e dal sistema dei capilista, vale a dire rappresentanti dei partiti che guidano le liste elettorali e che sono così direttamente candidati alla presidenza della Commissione. E anche una maggiore cooperazione sul piano militare e su quello industriale dal momento che la Germania sembra disposta a imparare dalla pandemia: all’Europa non dovranno mai più mancare beni essenziali e strategicamente rilevanti. Le mascherine, i respiratori polmonari, i vaccini, certo. Il progetto del nuovo governo tedesco è, però, ben più ambizioso: semiconduttori, tecnologia per le reti (vale a dire la rete 5G) e tanto altro.

Su questi aspetti – la cosiddetta autonomia strategica – il governo tedesco parla nuovamente di Europa a due velocità, con chi è disposto a starci, insomma. Un segnale da mandare agli scettici del progetto europeo in casa e fuori, ad esempio i paesi ad Est che, con la Polonia e l’Ungheria in testa, sembrano arrivati a un punto critico delle relazioni con Bruxelles. Ma perché il segnale sia efficace e mostri la compattezza necessaria è indispensabile rivitalizzare il rapporto tra Francia e Germania e dimostrare ancora una volta che il motore dell’Europa, nonostante le tensioni degli ultimi tempi, funziona ancora. Ecco spiegata la ragione di scegliere Parigi come prima tappa e Macron come primo interlocutore.

Tuttavia, per ora i due non sono andati oltre generiche dichiarazioni di intenti. Macron è fresco di firma del trattato con l’Italia, fatto che potrebbe spingere, come richiesto da molti in questi giorni, anche a un Trattato tra Berlino e Roma. Ma il presidente francese è anche alla fine del suo mandato e dovrà affrontare tra qualche mese elezioni difficili.

Dunque, poche battute tra i due, giusto il tempo di comparire per qualche secondo di fronte alle telecamere, rigorosamente con mascherina al volto, e mostrare al mondo che l’addio di Merkel non modifica la centralità che la Francia ha per Berlino. Scholz ha detto che il colloquio è stato «amichevole» ma ha anche ribadito che non è stato un viaggio di pura formalità, che lo scambio di opinioni è stato nel merito e che i due capi di Stato stanno già lavorando insieme per la presidenza tedesca del G7 e la presidenza francese del Consiglio del prossimo anno. Clima cordiale anche per Macron che ha ribadito la propria convergenza con gli obiettivi del cancelliere tedesco.

L’Europa continua a restare al centro del viaggio del nuovo cancelliere che fa tappa oggi anche a Bruxelles per incontrare la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel. E, infine, Jens Stoltenberg, Segretario generale della Nato, anche quest’ultima scelta certamente non del tutto casuale, vista l’escalation a Est per i movimenti di truppe russe.

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