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Giovedì, 26 Maggio 2022
ARGENTINA / Argentina

Contro la "presidenta" Kirchner in piazza l'Argentina "bene"

Tutte le principali arterie stradali che portano a Buenos Aires saranno bloccate oggi da un nuovo sciopero. Ma contro la "presidenta" Kirchner protesta soprattutto la classe medio-alta della popolazione

In Argentina centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza contro il governo di Cristina Fernández nelle scorse settimane. E per oggi è previsto un nuovo maxi-corteo. Non sono le fasce più povere della popolazione a protestare, nessuno slogan si alza dalle bidonville che per chilometri si estendono alla periferia di Buenos Aires.

Tutte le principali arterie stradali che portano a Buenos Aires saranno bloccate oggi da uno sciopero dei camionisti argentini che chiedono al presidente, Cristina Fernandez Kirchner, una riduzione delle tasse. "Chi vorrà andare al lavoro deve farlo prima del blocco stradale", ha annunciato Pablo Micheli, dirigente del sindacato dissidente dei lavoratori argentini alla radio La Red. Previsti oltre 160 blocchi sulle strade in tutto il Paese, 16 solo a Buenos Aires.

Lo sciopero è stato organizzato dai gruppi dissidenti della Cta e della Cgt di Hugo Moyano, il potente capo dei camionisti, fino al 2011 alleato della 'presidenta' Kirchner, per ottenere la cancellazione o la diminuzione dell'imposta sul reddito che colpisce i dipendenti. "Vogliono provocare il caos", ha dichiarato il vice-ministro alla Sicurezza, Sergio Berni.

Questo sciopero arriva 13 giorni dopo una serie di manifestazioni in tutto il Paese che segnano la fine del sostegno da parte della classe media al governo Kirchner. L'economia argentina è cresciuta del 9% nel 2011 - anno della rielezione di Kirchner con il 54% dei voti - e solo del 2,2% quest'anno, secondo le previsioni della Banca mondiale. Secondo un recente sondaggio la popolarità di Kirchner è scesa al 34% rispetto al 60% la settimana della sua rielezione.

Scende in piazza contro il presidente Cristina Fernández de Kirchner la classe medio-alta, i settori più agiati del Paese. "Non voglio vivere in uno Stato comunista come Cuba o Venezuela", raccontava la scorsa settimana una delle poche signore disposte a parlare coi media. "In questo Paese con i soldi delle tasse si mantengono criminali e nullafacenti d'ogni tipo, mentre la gente perbene sgobba e soffre tutti i giorni. Siamo stanchi, e diciamo basta".


Lo slogan di uno dei cartelli recitava: "No a una argenzuela-sovietoide". Denunciano la corruzione, l'insicurezza, l'arroganza della presidenta, che secondo i ceti agiati ha trasformato l'Argentina in una dittatura. La Kirchner è accusata dai manifestanti di voler riformare la costituzione per cercare un terzo mandato nel 2015, sulla falsa riga di altri presidenti del subcontinente, come il venezuelano Hugo Chávez.

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