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Lunedì, 20 Maggio 2024
EGITTO / Egitto

Egitto, gli scontri arrivano sotto le piramidi

Bloccata la strada verso Giza. In fiamme il palazzo sede del governatorato. Spari ad Alessandria. E venerdì i Fratelli musulmani torneranno in piazza "in tutto il paese". Sotto controllo la situazione sul Mar Rosso

Ancora caos in Egitto. Il paese è ormai in pieno caos e la situazione è fuori controllo. Dopo gli scontri di mercoledì, quando hanno perso la vita centinaia di manifestanti pro-Morsi, la situazione, giovedì mattina, sembrava tranquilla. Ma intorno all'ora di pranzo la quiete è stata rotta da una serie di blitz dei manifestanti ai quali le forze di sicurezza egiziane hanno risposto nuovamente con la forza.

Intanto è stato ufficializzato un dato che fa capire quanto la situazione, tra le strade del Cairo, sia pericolosa: sono quattro i giornalisti morti mercoledì nella capitale egiziana. Oltre al cameraman di Skynews e alla giovane reporter egiziana, hanno trovato la morte un altra cronista e un suo collega, entrambi egiziani. 

La conferma è arrivata direttamente dal segretario del sindacato dei giornalisti, Gamal Abdel Rehim, alla Tv di Stato egiziana, chiedendo l'apertura di una inchiesta.

I quattro giornalisti uccisi nel corso degli scontri, secondo l'elenco fornito da Rehim, sono Mick Dean, SkyNews di 61 anni, Habiba Ahmed, Revue Express Dubai di 26 anni, Ahmed Abdel Gawad, del quotidiano filo-governativo al Akhbar, Mosaab el Shami, fotografo del sito Rasd. Rehim non ha fornito invece i nomi dei 15 giornalisti rimasti feriti. 

UCCISI DUE GIORNALISTI: IL MONDO DELL'INFORMAZIONE PIANGE MICK E HABIBA

LA SITUAZIONE - Come detto, dopo una mattinana di relativa calma, i manifestanti pro-Morsi sono tornati a mobilitarsi dando vita a una serie di blocchi stradali che hanno fatto tornare nel caos diverse città egiziane. Il blocco più significativo è quello che si è registrato sulla superstrada che porta alle Piramidi, nel governatorato di Giza. Secondo quanto rifersice l'agenzia Mena, i dimostranti hanno incendiato pneumatici e frapposto blocchi anche sulle altre strade che portano verso Giza.

Egitto nel caos, centinaia di morti © Infophoto

Centinaia di dimostranti pro-Morsi hanno attaccato quindi con bottiglie molotov la sede del governatorato di Giza, al Cairo. L'edificio è in fiamme. 

Intanto duri scontri si sono registrati ad Alessandria. Qui alcuni testimoni riferiscono di aver udito chiaramente spari per le strade della città. Diverse sarebbero le vittime

POLIZIA AUTORIZZATA A SPARARE - l ministero dell'Interno ha autorizzato polizia e militari a sparare contro chiunque tenti di attaccare le forze di sicurezza o siti strategici. Lo afferma un comunicato del dicastero citato dalla tv di Stato. 

FACEBOOK E TWITTER MOSTRANO LA MORTE IN DIRETTA

MAR ROSSO - Il governo provvisorio ha deciso di togliere il coprifuoco nell'area dei resort sul Mar Rosso, nel Sud Sinai. La decisione dell'esecutivo è arrivata dopo la richiesta del ministro del Turismo Hisham Zaazoue affinché "la città di Sharm el Sheikh possa offrire servizi ai turisti". Ieri, il sito Viaggiaresicuri della Farnesina aveva messo in guardia da possibili disagi anche nei resort turistici, in un nuovo avviso per gli italiani in viaggio nel Paese. La decisione del governo, su input del ministro del Turismo, è arrivata proprio per consentire alle località turistiche di garantire i propri servizi ai turisti. 

IL BILANCIO - Il bilancio ufficiale degli scontri di mercoledì, fornito dal governo ad interim, in tutto l'Egitto è di 464 morti, di cui 421 civili, e migliaia di feriti. I Fratelli musulmani parlano invece di 4.500 morti, 1.000 nei governatorati esterni al Cairo, e hanno ribattezzato Rabaa la "Tiananmen egiziana". 

"La conta prosegue e anche l'identificazione in tre moschee, tre ospedali e due obitori": ha annunciato via Twitter il portavoce dei Fratelli Musulmani, Gehad El-Haddad.

NUOVE MANIFESTAZIONI - Il partito Giustizia e libertà (Fjp), braccio politico dei Fratelli musulmani, ha convocato per venerdì 16 agosto  una "grande mobilitazione in tutto il Paese" dopo lo sgombero violento delle piazze Rabaa e Nahda, simbolo dei pro-Morsi al Cairo. Lo annuncia il portavoce Ahmed Rami citato dal quotidiano Masri el Yom.

TORTURE - Ventotto cadaveri con evidenti segni di torture sono stati trovati a Rabaa al-Adawya, la piazza simbolo della rivolta dei pro-Morsi al Cairo, sgomberata con la forza dalla polizia e dall'esercito. Lo riferisce un corrispondente di Al Arabiya in un twitter riportato dall'emittente panaraba.

OBAMA - "I rapporti fra Usa e Egitto sono di lunga data, affondano le loro radici nel rispetto dell'Egitto come centro di civilizzazione e fondamento della pace in medio Oriente" ha affermato Obama in un discorso da Martha's Vineyard, dove si trova in vacanza - ma la cooperazione così com'è non puo' continuare dopo le violenze. Da qui la decisione di cancellare le operazioni militari e valutare nuove misure se dovesse essere necessario". Sulle stragi di queste ore Obama ha parole dure: "Gli Stati Uniti condannano fermamente le iniziative del governo ad interim egiziano e delle forze di sicurezza. Condanniamo la violenza contro i civili. Sosteniamo i diritti fondamentali, incluso quello di manifestare pacificamente". In chiusura il presidente ha avvertito: "Le autorità egiziane devono rispettare i diritti universali. E chi manifesta deve farlo pacificamente. Riteniamo che lo stato di emergenza dovrebbe essere revocato e che un processo di riconciliazione nazionale dovrebbe iniziare". 

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