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Domenica, 26 Maggio 2024
TUNISIA / Tunisia

Scontri tra salafiti e polizia in Tunisia: muore manifestante

Le violenze sono scoppiate nel pomeriggio in diversi quartieri periferici della capitale dove centinaia di manifestanti, armati di pietre, coltelli e molotov si erano rifugiati dopo essere stati cacciati dal centro dalle forze di sicurezza

Un manifestante è stato ucciso da un colpo di pistola durante i violenti scontri che si sono verificati ieri a Tunisi tra i militanti salafiti e le forze di polizia, dopo il divieto di raduno imposto al movimento jihadista Ansar Ashariaa.

Il primo ministro tunisino Ali Larayedh ha definito il gruppo "terrorista" e ha addossato ai suoi militanti la responsabilità delle violenze di ieri: "Ansar Ashariaa è un'organizzazione illegale che sfida e provoca l'autorità dello Stato", ha dichiarato Larayedh alla televisione pubblica a margine di un viaggio nel Qatar.

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Le violenze sono scoppiate nel pomeriggio in diversi quartieri periferici della capitale dove centinaia di manifestanti, armati di pietre, coltelli e molotov si erano rifugiati dopo essere stati cacciati dal centro dalle forze di sicurezza, che hanno fatto ricorso a lacrimogeni, proiettili di gomma e blindati. Il ministero ha riportato "alcune decine di arresti di banditi e di salafiti" in tutta la Tunisia.

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Il capo del movimento salafita jihadista Ansar Ashariaa, Abu Iyadh, ha dichiarato oggi che i suoi sostenitori "non verranno sconfitti" nonostante "la persecuzione" di cui sono vittime.

"Dio sa quanto avrei voluto essere con voi nel momento in cui avete scritto una pagina radiosa della storia della nostra nazione. Avete mostrato al mondo intero che i vostri sforzi non possono essere sconfitti malgrado la persecuzione dei vostri capi", ha detto Abu Iyadh, alla macchia dal settembre 2012.

Pubblicato sulla pagina Facebook di Ansar Ashariaa, questo estratto di registrazione audio viene presentato come il discorso che Abu Iyadh avrebbe dovuto tenere ieri in occasione del congresso del movimento, che è stato vietato dal governo guidato dagli islamici moderati di Ennahda.

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