Martedì, 26 Ottobre 2021
La decisione

I talebani riaprono le scuole in Afghanistan, ma solo per i maschi 

Lo ha comunicato il Governo talebano, che non ha fatto nessun riferimento a donne e bambine

Il ministero dell'Educazione dei Talebani in Afghanistan ha annunciato la riapertura da domani delle scuole primaria, media e superiore, ma solo per gli studenti maschi. La nota è stata pubblicata sulla pagina Facebook e si rivolge agli allievi di istituti pubblici e privati e ai soli insegnanti uomini. Dunque nessun riferimento a donne e bambine, per le quali non è chiaro che cosa sarà fatto nell’ambito dell’istruzione. 

Di sicuro non si possono riporre aspettative nel governo talebano, lo stesso che sta anche provvedendo a chiudere il Ministero per gli affari femminili che, a Kabul e in tutto il Paese, era un riferimento per la promozione dei diritti delle donne. Oggi davanti a quel palazzo sono arrivati gli operai, che sono stati visti sollevare l'insegna del Ministero per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio, cioè una istituzione con il compito di monitorare e dirigere la morale pubblica, al posto del ministero delle donne. Altro che governo moderato. E’ un vero e proprio ritorno al passato. 

Infatti i talebani non hanno ancora consentito alle donne di tornare al lavoro e hanno imposto regole sul loro abbigliamento all'università. Il governo annunciato dagli studenti coranici non ha alcuna presenza femminile nè una struttura che rappresenti gli interessi delle donne. 

Anche per questo, ritorna forte l’appello affinché la “comunità internazionale "non deve riconoscere il governo dei talebani. Io ho i miei dubbi, perché gli americani hanno parlato con loro per quattro anni, a Doha, e hanno fatto degli accordi", ma "ho seriamente paura che, se gli americani lo riconoscono, la questione è finita". E' quanto afferma la principessa Soraya Malek dell'Afghanistan, nipote del Re Amanullah e della Regina Soraya, "sovrani modernizzatori" che hanno regnato dal 1919 al 1929, in esilio a Roma dopo un colpo di Stato, che furono promotori di riforme come "l'uguaglianza dei sessi, la prima Costituzione, l'introduzione della scuola dell'obbligo per maschi e femmine fino alla quinta elementare, pagata dallo Stato, quando in Italia l'obbligo era ancora fino alla terza". 

"Oggi in Afghanistan c'è carestia, è un disastro umanitario per tutti, non è solo un problema per donne e bambini", sottolinea la principessa. E "se in 20 anni è stato fatto ben poco, immaginiamoci in una situazione del genere, dove comunque la Banca mondiale, il Fondo monetario, le organizzazioni internazionali non daranno soldi all'Afghanistan. Per questo parlo di disastro umanitario", ribadisce. 
 

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